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Da oggi Voci Libere è su internet. Le informazioni, la comunicazione sociale sono più immediate ed alla portata di tutti in questo modo. Nei prossimi giorni struttureremo tutte le pagine relative a cultura, istruzione, formazione, attualità e cronaca.
Voci Libere, mantenendo il suo stile impegnato si occuperà sopratutto delle tematiche di rilievo macro-economico e culturali. Da subito comunque la scelta rimane quella di dare il più ampio spazio al mondo del volontariato in cui Voci Libere trae il suo umus primario. 
In un tempo in cui informazione e mondo del volontariato vengono sempre più messi sotto assedio dal mondo della politica alla ricerca di nuove vittime da sacrificare all'altare della demagogia occorre un impegno maggiore che renda più efficace la comunicazione e soprattutto utilizzando mezzi alla portata di tutti. Questa quindi da oggi è la scelta di Voci Libere. Nasce come periodico cartaceo nel formato tabloid e successivamente nel formato rotocalco. Oggi i tempi ci hanno imposto questa scelta e siamo lieti di abbracciarla in quanto ci consente una maggiore strutturazione anche sul territorio con informazioni e comunicazioni sempre più vicine alle persone.

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  • Vaccino Covid, partiti test Sanofi-Gsk. Ue accelera, prime dosi a novembre
 

Vaccino Covid, partiti test Sanofi-Gsk. Ue accelera, prime dosi a novembre

 

Prossima settimana nuove risorse per l'acceleratore Act dell'Oms

Sanofi e GSK hanno avviato oggi la sperimentazione clinica di fase 1/2 per il loro vaccino COVID-19. Sono stati coinvolti un totale di 440 adulti sani in 11 siti di sperimentazione negli Stati Uniti. L'obiettivo annunciato dalle aziende e' quello di produrre fino a un miliardo di dosi nel 2021. In prima linea ci sarà lo stabilimento di Anagni, che sarà il primo in Europa ad avviare la produzione del vaccino. Le aziende sono impegnate nel fornire i primi risultati già all'inizio di dicembre 2020, per un contestuale avvio di sperimentazione di fase 3. Il vaccino candidato, sviluppato in collaborazione da Sanofi e GSK, è un vaccino a DNA-ricombinante in subunità basato su una tecnologia già utilizzata per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente ricombinante che consentirà di produrre un numero notevolmente maggiore di dosi. L'Italia è impegnata in prima linea nella produzione di questo nuovo vaccino contro il Covid-19 con il suo stabilimento di Anagni. Proprio l'hub italiano - insieme a Francia e Germania - sarà uno dei quattro impegnati nella produzione e realizzazione delle dosi del vaccino. Lo stabilimento laziale è uno dei quattro siti Sanofi in Italia ed è stato fondato nel 1973: esteso su una superficie di 450mila mq, rappresenta il più grande impianto per liofilizzati sterili al mondo del Gruppo Sanofi ed è un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili. Lo stabilimento di Anagni risulterà il primo in Europa a mettere in campo il vaccino. "La partenza ufficiale della sperimentazione clinica segna un altro punto importante legato alla battaglia globale contro la pandemia di Covid19. Un progresso che passa necessariamente dal gioco di squadra e dall'innesto di competenze trasversali messe a fattor comune. D'altronde le nuove sfide legate alla prevenzione nella salute passano dalle alleanze tra tutti gli attori della filiera", afferma Mario Merlo, General Manager di Sanofi Pasteur.

Intanto la Commissione europea accelera sul vaccino anti-Covid, con le prime disponibilità per i paesi membri attese per novembre, e sull'accesso universale al farmaco. A quanto apprende Ansa da funzionari della Commissione, è attesa per novembre, la prima disponibilità del vaccino noto come Oxford, su cui la Commissione ha firmato un contratto che consente ai paesi membri di comprare 300 milioni di dosi con l'opzione di altre 100.

Inoltre, dopo la garanzia da 400 milioni di euro a sostegno della ricerca al partenariato Covax, la prossima settimana l'Esecutivo Ue e l'Oms dovrebbero lanciare una nuova mobilitazione di risorse a favore dell'acceleratore Act dell'Oms, nato per l'accesso equo al vaccino.
Proseguono intanto le trattative con le case farmaceutiche, con i colloqui per il vaccino Pfizer-BioNtech molto avanzati e nelle fasi finali. Un accordo con la multinazionale americana e la biotech tedesca permetterebbe di allestire un bouquet diversificato di sei candidati vaccini delle società più avanti nella sperimentazione del vaccino (AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sanofi, CureVac, Moderna e Pfizer) per l'acquisto da parte dei paesi membri Ue, ma anche per la donazione a paesi a reddito medio-basso o il reindirizzamento ad altri paesi europei.

Coronavirus: 10 morti e 1.397 nuovi contagiati
 

Coronavirus: 10 morti e 1.397 nuovi contagiati

 

Nuovo balzo terapie intensive,+11 a quota 120. In Costa Smeralda, 1.000 tamponi tutti negativi.

E' di 10 morti e 1.397 nuovi contagiati il bilancio delle ultime 24 ore per il Coronavirus. Numeri in crescita rispetto a ieri, quando si erano registrati 1.326 positivi e 6 decessi. In calo i tamponi, a quota 92mila, circa 10mila in meno rispetto al picco record di ieri. Questi i dati del ministero della Salute. Nuovo balzo del numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia a causa del coronavirus: sono aumentati di 11 in 24 ore, portando il totale a 120. 

"Stiamo investendo molto sul vaccino perché lo riteniamo la soluzione vera a cui l'Italia, l'Europa e tutti i Paesi del mondo stanno lavorando. Abbiamo costruito un'alleanza, in modo particolare con Germania, Francia e Olanda, per rafforzare la proposta europea in campo di vaccini e siamo convinti che tutti i tentativi che sta facendo il mondo scientifico possano, in un tempo che ci auguriamo sia il più breve possibile, portare dei risultati". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza a Scala (Salerno) dove sta partecipando alle celebrazioni in memoria del Beato Gerardo Sasso. 

"Il contratto prevede che se le cose andranno bene, se ci sarà una validazione, i dati al momento sono incoraggianti, potremo avere le prime dosi già entro la fine dell'anno e poi ancora l'inizio dell'anno successivo. Dobbiamo insistere e continuare ad investire perché il vaccino è la soluzione vera al problema che abbiamo di fronte". Ha aggiunto il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Questo è il contratto che è stato sottoscritto con Astrazeneca il vaccino di Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia e il cui infialamento avverrà ad Anagni, quindi con un'Italia fortemente protagonista in questa sfida. Oggi è un candidato vaccino, quindi ci vuole grande prudenza", ha sottolineato.

Visite sicure ad anziani ricoverati, nuove linee guida Iss
Riprendere in sicurezza le attività a regime delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali e creare le condizioni per rivedere in sicurezza parenti e amici è lo scopo principale del documento Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell'infezione da SARS e socioassistenziali pubblicato oggi nei rapporti dell'Istituto Superiore di Sanità dedicati all'emergenza Covid. Oltre alla riapertura degli incontri con i pazienti nel documento sono contenute indicazioni aggiornate per riprendere attività di gruppo per riprendere in sicurezza le attività a regime delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali nel rispetto del distanziamento fisico e le regole con le quali garantire nuovamente l'accesso alle strutture tramite i ricoveri finora bloccati e garantire procedure sicure nei reingressi dagli ospedali. Si tratta di un aggiornamento di un precedente documento in cui erano contenute le istruzioni per frenare i contagi in queste comunità nel periodo di alta circolazione del virus e tiene conto invece della situazione epidemiologica attuale. "Si tratta di un documento importante che viene aggiornato in relazione al contesto degli scenari epidemiologici" spiega Silvio Brusaferro, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità". "Il benessere degli anziani e delle persone fragili, di coloro che vivono lontani dai nuclei familiari per motivi di non autosufficienza, è intimamente collegato anche alla loro sfera emotiva - spiega Paolo D'Ancona - ricercatore dell'ISS e coordinatore del gruppo di lavoro multidisciplinare che ha realizzato il rapporto - La possibilità di poter incontrare i propri cari e di alimentare la loro vita relazionale non è ininfluente sul loro stato di salute e perciò, oggi che la situazione epidemiologica lo permette, dopo gli sforzi fatti per frenare i contagi, è necessario imboccare una strada che riporti gradualmente alla normalità".

Sono tutti negativi i 1.000 tamponi effettuati in questi giorni tra il personale delle strutture ricettive della Costa Smeralda dopo i focolai registrati nella settimana di Ferragosto per effetto della movida. Nessun contagio nemmeno tra i medici, infermieri e pazienti del Mater Olbia, la clinica della Qatar Foundation chiusa dopo la positività di quattro persone, sospea anche l'attività del drive-in per i tamponi veloci. L'ospedale riaprirà nei prossimi giorni una volta completata la sanificazione. "Zero positivi, non esiste quindi un caso Costa Smeralda", precisa commentando l'esito dei test Marcello Acciaro, coordinatore dell'Unità di crisi del nord Sardegna.

Gimbe, +30% ricoveri e +62% terapia intensiva - Un incremento del 37,9% dei nuovi casi di Covid-19, dei pazienti ricoverati (+30%) e di quelli in terapia intensiva (+62%). Sono i dati resi noti dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana dal 26 agosto al 1 settembre, rispetto alla precedente. "Si tratta di segnali che vanno tutti nella direzione di una ripresa dell'epidemia nel nostro Paese, sia in termini epidemiologici che di manifestazioni cliniche, proprio alla vigilia del momento cruciale della riapertura delle scuole, non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili", spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Nello specifico, i nuovi casi sono 9.015 contro i 6.538 della settimana precedente al monitoraggio e c'è un aumento del 52,2% dei casi attualmente positivi (7.040 contro i 4.625). Aumentano anche i pazienti ricoverati con sintomi (1.380 contro 1.058) e quelli in terapia intensiva (107 contro 66). Lieve incremento anche dei decessi (46 rispetto a 40). Secondo la Fondazione Gimbe, salgono a 26.754 i casi attualmente positivi, la metà dei quali tra Lombardia (26,5%), Lazio (12,3%) ed Emilia Romagba (11,4%). Secondo il monitoraggio, dal 21 luglio al 1 settembre, i nuovi casi settimanali sono balzati da 1408 a 9015; il rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,3% e i pazienti ospedalizzati quasi raddoppiati. "Davanti a questi numeri in preoccupante e indiscutibile ascesa - dice Cartabellotta - non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili, esempi scellerati di cattivi maestri, né tantomeno correnti antiscientiste e manifestazioni di piazza che, sotto il falso scudo della libertà, mettono a repentaglio la salute della popolazione. Accanto al richiamo alle Istituzioni affinché vigilino e sanzionino ogni forma di "attentato" alla salute pubblica - conclude - la Fondazione Gimbe rinnova alla popolazione l'invito a rispettare tutti i comportamenti raccomandati. Alle autorità sanitarie il compito di potenziare ulteriormente l'attività di testing, sorveglianza e comunicazione pubblica, oltre che accelerare la messa a punto di un piano adeguato per gestire la difficile "convivenza" tra coronavirus e influenza stagionale".

Covid, somministrata la prima dose del vaccino italiano sull'uomo
Vaia: 'Se tutto avviene nei tempi programmati il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera'

Al via la sperimentazione sull'uomo del vaccino anti-Covid 'made in Italy' allo Spallanzani di Roma. Inoculata stamattina la dose al primo volontario. Presenti all'avvio dei test il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato e i vertici dell'Istituto per le malattie infettive della Capitale, eccellenza nella lotta al nuovo coronavirus.

Alle 8.30 circa il primo volontario ha ricevuto la dose del vaccino. Il vaccino che sarà sperimentato allo Spallanzani è interamente italiano ed è nato grazie a un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell'Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'IRCCS «Spallanzani». Per la realizzazione di questo obiettivo sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani e 3 milioni a carico del Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica. Il vaccino è realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castel Romano.

"A noi interessa che il vaccino sia efficace. Se tutto avviene nei tempi programmati il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera". Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia in occasione dell'avvio della sperimentazione nell'istituto del vaccino sull'uomo.
"Il primo volontario a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino verrà tenuto in osservazione per 4 ore da una equipe poi tornerà a casa e verrà monitorato per 12 settimane - ha spiegato Vaia -. Mercoledì proseguiremo con altri due volontari e così a seguire tutti gli altri fino a 24 settimane. Poi se tutto andrà bene ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione che probabilmente faremo in un paese dell'America Latina dove il virus è in crescita".
Vaia ha spiegato che molti volontari hanno detto che intendono "devolvere il rimborso spese previsto alla ricerca".

"L'Italia con questo vaccino entra da protagonista nella guerra dei vaccini, non per arrivare prima ma per arrivare meglio e mettere il Paese in un sistema di parità. Perché avere un vaccino italiano significa non essere schiavi e servi di altri Paesi che diranno 'io prima'." Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito, commentando la prima inoculazione del vaccino italiano stamattina nell'istituto. "Il nostro è un protocollo complesso è scrupolo - ha aggiunto - che garantirà la massima sicurezza". Ippolito ha inoltre spiegato: "Ci vorranno almeno 24 settimane per completare fase I sperimentazione sull'uomo vaccino. Poi passeremo alla fase II per la qual ci stiamo già preparando. Giocare sui tempi e ridurre la sperimentazione non è utile".

"Sono emozionata e orgogliosa. Spero di poter essere utile al nostro popolo". E' quanto avrebbe detto, a chi avuto modo di salutarla qualche istante, la donna a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino anti-Covid allo Spallanzani di Roma. "Mi auguro che la mia disponibilità - ha aggiunto la volontaria - possa essere d'aiuto per salvare vite e che le persone siano sempre più responsabili per non mettere a rischio se stessi e gli altri".

Il direttore sanitario dello Spallanzani ha fatto sapere che la donna a cui stamattina è stata somministrata la prima dose di vaccino "è tornata a casa e sta molto bene".

Con l'avvio in Italia dei test clinici di un candidato vaccino contro il nuovo coronavirus "le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid": lo rileva il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post sul suo profilo Facebook a proposito dell'avvio della sperimentazione presso l'Istituto Spallanzani del candidato vaccino messo a punto in Italia dall'azienda Biotech Reithera.

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POVERA PATRIA

CASTELLI DI CENERE

S’INNALZANO SU QUESTA MIA TERRA

FRUTTA DELLA MENZOGNA

ARTEFATTO DAGLI IMBONITORI DI QUESTO SECOLO

MAGISTRALI STREGONI DEL NULLA

TRAVESTITI DA FINTI EROI

CARBONARI DEL FALSO

CHE SPANDE SU QUESTA TERRA

SOLO TERRORE E PANICO

AL SOLDO DI ASTUTI SATRAPI

DEMAGOGHI DEL TUTTO O DEL NIENTE

ALLA CONTINUA RTICERCA

DEL POTERE E DEL GUADAGNO

FATALI CONNUBI DI INTERESSI

PIU’ O MENO NASCOSTI

CHE USANO LE POVERE MENTI IGNARE

STUPIDE E RAGGIRATE

PER AIZZARE IL LINCIAGGIO

GRETTO E VUOTO DI CHI SA’

CHE AL FINE VI E’ IL VUOTO

DI CHI VUOLE QUEL VUOTO PER GOVERNARE

SUL CAOS E INGROSSARE LE PROPRIE PANCE

MA PER QUESTI CHE

HANNO PERSO IL POTERE

ED OGGI AIZZANO LE MASSE

NON VI E’ APPELLO NE’ SALVEZZA

PERCHE’ IL GIUDIZIO PIU’ GRANDE

QUELLO DEL POPOLO

PUNIRA’ GLI IMBONITORI E I DEMAGOGHI.

DELLA VALLE JUNIOR

Il Recovery Fund è finalmente realtà. La vittoria di Conte al Consiglio Europeo rafforza il governo (di C. Meier)

L’esito positivo scaturito dal vertice europeo di Bruxelles ha rinsaldato l’unione nella maggioranza di governo. Sia dal Pd, che dai 5stelle, e Italia Viva, affiora soddisfazione. “Il Piano Europeo per la Ripresa Next Generation Eu è finalmente una realtà. Dopo mesi di lavoro e dopo l’ultima maratona negoziale è stato raggiunto un accordo storico: in aggiunta al bilancio comunitario 2021-2027, l’Unione Europea finanzierà con l’emissione di debito comune una cifra pari a 750 miliardi di euro, di cui più di 200 saranno destinati all’Italia – afferma la segreteria del Partito Democratico – il Parlamento Europeo è pronto a fare la propria parte, per garantire un utilizzo rapido ed efficace di queste nuove risorse e per legiferare migliorando ulteriormente la proposta di bilancio ordinario, per non lasciare nessuno indietro e per sostenere lavoratori, imprese e famiglie, a partire dai giovani”.

In effetti dal Consiglio Europeo è emerso per la prima volta un fatto politico storico, l’emissione di debito comune, finalizzato a finanziare i costi della ripartenza in ottica solidale e collegiale. Non si è certamente arrivati ad una completa condivisione dei rischi – come ai tempi della nascita dell’Euro domandavano i principali capi di Stato dell’Ue – ma la riunione del 17-21 luglio ha segnato la prima tappa di un percorso finalmente definito e di amplia prospettiva.

“Ci sarà ancora molto da discutere e per cui combattere, come si è capito seguendo queste giornate, ma – sottolinea il Pd – ora davvero ci sono le condizioni perché possa nascere una nuova Unione Europea. È arrivato il momento di riaprire il cantiere dell’integrazione comunitaria e riformare le istituzioni, noi siamo pronti. Grazie al Presidente Conte, al Ministro Amendola e a tutto il governo per questo eccezionale e inedito risultato per il nostro Paese e per l’Europa”, conclude la nota del Pd. “Ci siamo riusciti. Per la prima volta siamo andati in Europa a “battere i pugni sul tavolo”, per davvero. E da quel tavolo non ci siamo alzati finché non abbiamo portato a casa il risultato.
Un risultato storico, quel Recovery Fund che dopo 4 lunghi giorni e notti di negoziato è adesso realtà. Quasi un terzo dei 750 miliardi di euro previsti arriveranno al nostro Paese. 81 miliardi a fondo perduto e 127 di prestiti – affermano i 5stelle – oggi vince l’Italia che non arretra, l’Italia che lotta fino all’ultimo per il futuro dei suoi cittadini e di quell’Europa che vuole essere vera comunità. Perché in questa crisi nessuno si salva da solo, lo abbiamo sempre detto”.

“Questa crisi la si supera solo se tutti i Paesi europei camminano insieme. Abbiamo fatto un lavoro importante, ed è solo l’inizio. Ora metteremo il massimo impegno nel trasformare queste risorse in progetti e programmi concreti, controllando che ogni centesimo vada nella direzione giusta.
Un grazie particolare al presidente Giuseppe Conte, che ancora una volta ha saputo rappresentare al meglio l’Italia e gli italiani. Avanti così, con coraggio e determinazione”, conclude il comunicato del partito di maggioranza.

“E’ un giorno storico per l’Europa. Il consiglio europeo ha preso decisioni che solo pochi mesi fa apparivano impossibili. Adesso però tocca all’Italia predisporre un piano nazionale di recupero e resilienza e affrontare finalmente i tanti punti critici che affliggono il nostro Paese”, ha invece commentato Italia Viva. Il successo del premier in politica comunitaria rafforzerà la compattezza e l’azione di governo. Il disegno politico di una Europa più solidale e vicina alle esigenze dei suoi cittadini ha trovato in Giuseppe Conte un lucido interprete. l’Italia ha acquisito, grazie alla abilità diplomatica del proprio presidente del Consiglio, maggiore capacità di moral suasion. Al nostro ‘avvocato del Popolo’ vanno riconosciute spiccate doti da statista.





LA_VITTORIA_DI_CONTE







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L'ITALIA NON MOLLA....
MA CI SONO GLI SCIACALLI PRONTI A PREDERSI DEI POVERI CITTADINI......
tra le notti e i giorni passati chiusi dentro le nostre case, tra i sacrifici e gli stenti, tra l'amore e l'odio, tra il presente e l'incertezza del futuro che ci si prospetta innanzi abbiamo ancora la forza, la forza di reagire, di resistere, resistere, resistere.
Ma i tempi degli sciacalli non passano cosi' facilmente, quelli ci sono sempre, quelli che vogliono distruggere tutto pur di raccattare una manciata di voti in piu' per il loro partito.
Oggi non e' il tempo dello scontro, oggi e' il tempo del coraggio e della serieta'; cio' che occorre all'Italia e' il frutto vivo della correttezza e della compattezza. Gli atteggiamenti di terrorismo politico ed economico fanno male al momento starico e sociale che stiamo vivendo. Qualcuno quindi dovrebbe avere la coscienza di fare autocritica e collaborare invece di giocare al massacro.

DELLA VALLE JUNIOR
 
L'ITALIA CHE VERRA'......
L'Italia che verra' non sara' poi cosi' diversa da quella che abbiamo conosciuto negli ultimi anni; le persone hanno memoria corta e di rado impara dalle esperienze di vita e spesso ricade negli stessi errori.
Alcuni di noi siamo piu' consapevoli e altri siamo piu' sbarazzini...... ma il paese e il mondo in realta' richiede grandi e stravolgenti cambiamenti.
Il mondo cosi' come lo conosciamo basato sul libero mercato e sul consumismo, quindi sul liberismo aberrante e deleterio del pareggio di bilancio e dei sacrifici del popolo a favore dei grandi gruppi economici e finanziari che controllano i governi del pianeta non puo' continuare.
Occorre un cambio di rotta, occorrono nuove politiche piu' vicene alle esigenze delle comunita' e piu' lontane dalle logiche dell'accrescimento dei capitali privati e personali. Un mondo senza solidarieta' e' un mondo senza anima. Le politiche che garantiscono lase, il cibo, la salute, l'istruzione, il benessere e la felicita'. Questo e' il mondo che occorre costruire; l'uomo deve imparare a prendere dalla natura solo il minimo indispensabile per poter vivere e curarsi e solo allora la natura non si rivolta' contro il genere umano, diversamente l'esti nzione della specie umana sara' inesorabile.
DELLA VALLE JUNIOR 

L'EVOLUZIONE DELLA CRISI DI GOVERNO

BOTTE E RISPOSTA, INCONTRI, CONVERGENZE E DIVERGENZE, LE RIASSUMIAMO QUI DI SEGUITO CON LE PAROLE DELLA CRONACA


Iniziamo con il documento approvato dalla Direzione Nazionale del PD e Proposto dal suo segretario Nazionale Nicola Zingaretti:
 

Il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, è intervenuto alla direzione nazionale del Pd all’indomani delle dimissioni di Giuseppe Conte.

“Il governo è terminato tra insulti e urla e un tardivo racconto di Conte delle responsabilità istituzionali del principale protagonista del suo esecutivo. È stato uno dei peggiori della storia della Repubblica, dopo 14 mesi è fallito. Per il Paese l’eredità di questo governo è drammatica”- così Zingaretti, che ha aggiunto: il problema non è l’esercizio provvisorio, ma la manovra mostruosa che abbiamo davanti e che ammonta ad almeno 23 miliardi. Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile, per questo la manovra è il primo punto del confronto“.

Nella sua relazione il segretario ha espresso le condizioni per verificare la possibilità di formare una nuova maggioranza: “Tocca a noi muoverci e provare a indicare una strada. Di fronte alla situazione drammatica del paese abbiamo il dovere come forza democratica di dare disponibilità e verificare se esiste la possibilità di dare vita a una maggioranza parlamentare nuova, forte, di discontinuità e di larga base parlamentare che convinca le persone delle nostre ragioni. La nostra proposta deve essere chiara, lineare trasparente per evitare a tutti coloro che tenteranno questo esperimento l’accusa di trasformismo. Nessuna confusa ammucchiata”.

No a un governo di transizione: “Non credo in un governo di transizione che porti al voto. Sarebbe rischioso per i Democratici e anche per il Paese. Ora tocca a noi muoverci e indicare una strada. Dentro il percorso di consultazione dobbiamo dare la disponibilità se c’è la possibilità di una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte serie ai problemi del Paese”.

Da Zingaretti un appello all’unità: “In un passaggio così delicato è di fondamentale importanza l’unità del PD. Io ce la sto mettendo tutta. Sento su di me tutto il peso della complessità della sfida e guiderò questo percorso nel totale disinteresse personale. Non alimenterà sospetti ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, altrimenti è la fine.”

Appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori,con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti”: sono i cinque punti indicati da Nicola Zingaretti nella relazione alla Direzione del Pd per trattare sulla nascita di un nuovo governo.

Proseguiamo con l'intervista di Luigi Di Maio al Corriere della Sera:

Intervista di Luigi di Maio al Corriere della Sera.

Dopo le consultazioni al Quirinale, Luigi Di Maio pare più sollevato.

Il quadro politico si deve dipanare nel giro di cento ore, ma il dialogo con i dem è avviato (i parlamentari hanno incaricato i capigruppo) e il MoVimento ha fissato un decalogo che vuole essere la via maestra.

In caso contrario i Cinque Stelle sono pronti per tornare a votare.

Di Maio, il presidente Mattarella ha lasciato tempo fino a martedì per trovare un’intesa di governo. È soddisfatto dalla decisione del Colle?

«Non mi permetterei e non rientra nella mie prerogative giudicare decisioni che assume il capo di Stato. Colgo invece l’occasione per ringraziare il presidente Mattarella, per l’attenzione che sta rivolgendo al Paese in questo momento di difficoltà».

Si riuscirà a definire il quadro di un eventuale patto di governo entro martedì?

«L’obiettivo è dare solidità alla legislatura. Serve soprattutto ai cittadini, alle loro buste paga, serve a evitare che aumentino le tasse. E opportuno che si segua la strada tracciata dal presidente della Repubblica per dare certezze al Paese».

Lei ha detto di aver avviato tutte le interlocuzioni possibili per uscire dallo stallo. Allude al Pd o alla Lega?

«Il MoVimento 5 Stelle parla di temi, come il taglio dei parlamentari, che è il nostro primo punto e una riforma storica. Manca un solo voto. Si deve fare».

L’assemblea intanto ha dato mandato a trattare con il Pd.

«Il confronto è aperto con chi vuole affrontare i nostri temi. Ieri è stata una giornata molto confusa sul taglio dei parlamentari. L’assemblea ha dato mandato per fare chiarezza».

Ma voi sareste disposti a fare il taglio passando da una riforma del bicameralismo come chiede il Pd?
«Il taglio si fa subito, non si rinvia, non ha senso. In politica per anni abbiamo sentito dire lo faremo, lo faremo. È ora di fare adesso, non domani. Se c’è volontà si fa adesso, è già calendarizzato».

Intanto si parla di tre punti esposti dal Pd al capo dello Stato: abolizione dei decreti sicurezza, accordo preventivo sulla manovra e revisione del taglio dei parlamentari.

«Non commento indiscrezioni, ho visto che sono state smentite».

Lei ha sentito Zingaretti nelle ultime 24 ore?

«Come Ministro dello Sviluppo economico l’ho sentito moltissime volte».

Dopo le consultazioni ha parlato con Grillo e Casaleggio?

«Li ho sentiti, ma come sento Alessandro, Paola, Roberto e gli altri. Siamo molto uniti e compatti, soprattutto ora ed è importante».

Andrà avanti la legislatura?

«Dipende dagli altri. Sappiate che l’alternativa è correre il rischio che aumenti IVA per milioni di famiglie e che migliaia di lavoratori si ritrovino senza un’occupazione. Noi non scappiamo dalle nostre responsabilità e il MoVimento 5 Stelle c’è, con delle proposte serie, concrete. Ma ripeto: si parte dal taglio dei parlamentari e da un altro principio…».

Quale?

«Che ci vuole rispetto per il presidente del Consiglio Conte. Rispetto. Per quello che ha fatto. E’ riuscito a dare un nuovo volto al Paese rimettendolo al centro della comunità internazionale».

Intende promuovere un Conte bis o proporre il suo nome come commissario Ue a eventuali alleati?

«Non stiamo parlando di poltrone ma di punti su cui mi aspetto una risposta».
Salvini dice che l’accordo tra voi e il Pd è fatto, ma al tempo stesso vi ha lanciato segnali di apertura.
«Abbiamo bisogno di dare certezze agli italiani, non di dirgli un giorno una cosa e un giorno l’altra».

Su quali basi crede si possa trovare un’intesa con i dem?

«Le ripeto, i nostri capigruppo si vedranno per parlare, anzitutto, del primo dei punti: il taglio dei parlamentari. Da lì si capisce se c’è davvero la volontà di cambiare le cose».

Quindi con la Lega è finita?

«Salvini l’8 agosto ha detto di voler tornare al voto perché non voleva più governare con il MoVimento 5 Stelle».

Il contratto di governo è archiviato in questa fase?

«Tutto ciò che è nel contratto da parte MoVimento 5 Stelle ha un valore assoluto, perché risponde alle richieste dei cittadini. Ovviamente c’è una crisi in corso e in questo occorre operare per salvaguardare il Paese e gli italiani».

I vostri militanti sono divisi…

«Non iniziate con le solite strumentalizzazioni. Noi siamo diversi dai partiti e dal sistema e internamente abbiamo diverse anime che giustamente si interrogano su tante cose, ma hanno fiducia nel MoVimento 5 Stelle. Noi continuiamo a essere gli stessi, per noi contano le proposte, i temi».

A prescindere dall’esito delle consultazioni, si parla di un veto su di lei. Ha intenzione di fare il ministro di un nuovo governo?

«Non me ne importa nulla della poltrona. Non penso a questo, penso come ogni eletto e attivista MoVimento 5 Stelle a tagliare 345 parlamentari, a mettere in campo una serie di misure per l’ambiente, a evitare l’aumento dell’Iva, a tagliare il cuneo fiscale alle imprese, ad alzare gli stipendi degli italiani e ad aiutare famiglie e chi soffre di disabilità».

Nel frattempo è scattato il toto-premier. Si parla di una donna a Palazzo Chigi…

«Non partecipo ai totonomi, mi interessano la vita reale e i problemi delle persone».

E terminiamo con la nota tratta dalla rassegna stampa dell'ANSA:

 

Avanti tutta sul nome di Giuseppe Conte per la guida del nuovo esecutivo giallo-rosso. Il Movimento Cinque stelle imprime un'accelerazione rischiosissima alla trattativa iniziata solo poche ore fa con l'incontro tra i capigruppo a Montecitorio. E lo fa attraverso il primo faccia a faccia tra i leader, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti. Con il segretario Dem che non intende rompere ma gli replica seccamente che serve "un governo di Svolta, non per una questione personale, ma per rimarcare una necessaria discontinuità" con l'esecutivo giallo-verde. Che non sia rottura però lo si capisce dalla nota della segreteria di Zingaretti che conferma come Di Maio abbia posto una condizione sul nome di Giuseppe Conte ma definisce il colloquio "cordiale" rimandando ad un altro incontro "nelle prossime ore". Secondo alcune fonti il leader M5s avrebbe chiesto una risposta veloce sul nome di Conte, al massimo 24 ore.

Secondo altre ci sarebbero spazi di mediazione ancora da approfondire. Serata ad altissima tensione, quindi. Che vedrà impegnati i Dem in una complessa discussione che alla velocità della luce è passata dal programma ai nomi. Naturalmente motore di questa accelerazione è stato Beppe Grillo che oggi si è manifestato ruvidamente proprio all'avvio di questa complicata trattativa. "Giuseppe Conte non si lancia in strambe affermazioni, mostra e dimostra un profondo senso di rispetto per le istituzioni, insieme ad una chiara pacatezza ricca di emozioni normali, senza disturbi della personalità. La politica è mediazione o mediocrizzazione?", ha scritto Grillo sul suo blog. Un endorsement pesante che non poteva essere ignorato dal Movimento. Ma la trattativa è appena avviata e forse il nodo Conte potrebbe essere superato nelle prossime ore in un altro passaggio di questa stranissima crisi.

Incontro Pd-5s era partito bene - A dispetto delle previsioni pessimistiche dei detrattori e degli ostacoli che si frappongono al dialogo tra M5s e Pd, sembra partire senza intoppi la trattativa tra le due forze politiche per arrivare ad un'intesa che porti alla formazione di un nuovo governo. Al tavolo di confronto tra le delegazioni dei due partiti, guidate dai capigruppo parlamentari dei due schieramenti e, per il Pd, anche dal vicesegretario Andrea Orlando, è stata testata una prima volontà di intesa: sulle condizioni poste dai due interlocutori "non ci sono problemi insormontabili" tranquillizzano i due schieramenti. Il Pd ha posto la sua prima condizione: "Abbiamo chiesto al M5S che questa interlocuzione sia l'unica come condizione per affrontare gli ulteriori punti" mette in chiaro Orlando ricevendo le prime indirette rassicurazioni che fino a ieri non erano state esplicitate in modo diretto dal Movimento. "Non abbiamo tavoli con altre forze politiche. Questo è il tavolo principale" chiarisce il capogruppo M5s alla Camera, Francesco D'Uva e il senatore Andrea Marcucci, anche lui al tavolo come capogruppo dem, commenta soddisfatto: "E' molto positivo che il M5s tenga aperto un solo forno". Ora però i dem chiedono che la decisione venga formalizzata "in modo chiaro al capo dello Stato". Da parte dei 5 Stelle le condizioni erano già state messe sul piatto: si discute a partire dal nodo del taglio dei parlamentari. "Abbiamo chiesto garanzie su questo" mettono in chiaro i pentastellati. E "noi siamo disponibili a un calendario rapido" su questa legge ha rassicurato il capogruppo dem alla, Graziano Delrio, subito dopo la riunione dei vertici che si è tenuta al Nazareno dove la delegazione Pd ha riferito a Nicola Zingaretti e al presidente Paolo Gentiloni l'esito del tavolo. Per il momento fonti 5 Stelle escludono contatti tra i leader dei due partiti nel week end ma il Pd ha già convocato i suoi domenica pomeriggio per lavorare ai tavoli tematici per scrivere "il programma del Governo di svolta".

Il dialogo insomma è avviato nonostante diversi paletti arrivati a disturbare l'inizio del dialogo. La giornata si è infatti aperta con dure parole di Matteo Renzi contro l'ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, accusato di aver provato a far saltare l'intesa tra i due partiti facendo filtrare alla stampa la questione delle tre condizioni poste dal Nazareno al Movimento per una trattativa. Soffiando sul fuoco alzato dai 5 Stelle che contrastano l'accordo con i dem. Polemica smorzata da Zingaretti che ha subito smentito le ipotetiche mosse di Gentiloni. Ma anche nella squadra dei 5 Stelle i veleni continuano: torna in campo Alessandro Di Battista chiedendo di alzare il tiro della trattativa: non solo il taglio dei parlamentari ma anche il taglio delle concessioni autostradali ai Benetton. Parole apprezzate dal sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: "Di Battista dice di alzare la posta? L'ho detto anche io. È chiaro che in questa fase siamo noi che dettiamo l'agenda necessariamente: i numeri in parlamento parlano chiaro". Anche Luigi Di Maio sembra essere d'accordo: "Con Alessandro ci sentiamo sempre. È chiaro che il concetto espresso da lui non solo è legittimo ma sano in una democrazia".

Conte si è dimesso, furia contro Salvini: "Irresponsabile". Al via le consultazioni

Il premier a palazzo Madama: 'Interessi di parte compromettono interesse Italia'

"L'azione del governo si arresta qui". E' quasi a metà del suo intervento nell'aula di palazzo Madama che ieri il premier Giuseppe Conte ha messo la parola fine ai 14 mesi di governo gialloverde aprendo ufficialmente la crisi, con le dimissioni rassegnate alpresidente Mattarella che ha avviato le consultazioni a partire dalle 16. Un intervento in cui il presidente del Consiglio difende quanto fatto - "abbiamo lavorato fino all'ultimo giorno" -, ricorda ancora il lavoro da fare, ma soprattutto ne approfitta per lanciare un duro affondo contro Matteo Salvini. Il premier è una furia e non usa giri di parole nel bollare Salvini come "irresponsabile" per aver aperto una crisi solo per "interessi personali e di partito". Un crescendo di accuse che arriva dopo mesi passati a dosare e mediare ogni parola. 
 

Conte ora è senza filtri. Ripercorre i mesi del governo elencando tutti i problemi creati dal leader della Lega, ultimo appunto la decisione di aprire una crisi con il rischio, ricorda Conte, che senza un nuovo esecutivo il Paese andrà in esercizio provvisorio e ci sarà l'aumento dell'Iva: "I comportamenti del ministro dell'Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e una grave carenza di cultura costituzionale". Il capo del governo che in diverse occasioni si rivolge a Salvini chiamandolo Matteo (Conte è seduto in mezzo ai due vicepremier) lo accusa di aver oscurato quanto fatto dall'esecutivo: "hai macchiato 14 mesi di attività mettendo in dubbio anche quanto fatto dai tuoi ministri". Ma ad un certo punto, il capo del governo arriva a definirsi "preoccupato" da chi "invoca piazze e pieni poteri". L'affondo non si ferma solo alla decisione di mettere fine all'esperienza gialloverde ma tocca anche dossier delicati come il Russiagate.
 

Conte gli imputa di non essere andato in Aula e di aver creato problemi allo stesso presidente del Consiglio. Il capo del governo non tiene fuori nulla dal suo intervento nemmeno il ricorso che Salvini all'uso di simboli religiosi. Si tratta per Conte di "uso incosciente di simboli religiosi". 

 Salvini bacia il rosario in aula mentre Conte parla  

L'INTERVENTO DI SALVINI - "Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto", ha detto il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell'Aula del Senato. "Non ho paura del giudizio degli italiani". Sono qua "con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero".  "Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura", ha detto ancora Salvini.

"La libertà non consiste nell'avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone", ha detto Matteo Salvini citando Cicerone. "Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario eruopeo, siamo o non siamo liberi?". "Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l'Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone".  "Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II.., lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con la sole dichiarazioni o con la forza ma con gesti e fatti concreti se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi auguri...". 

L'INTERVENTO DI RENZI - "Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo ma la situazione impone un surplus di responsabilità. Lei oggi presidente del consiglio si dimette ed il governo che lei ha definito populista ha fallito e tutta l'Ue ci dice che l'esperimento populista funziona in campagna elettorale ma meno bene quando si tratta di governare". "No si è mai votato in autunno, c'è da evitare l'aumento dell'Iva e serve un governo non perchè noi ci vogliamo tornare ma perchè l'aumento dell'Iva porta crisi dei consumi non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete". Le parole di Conte sono "da apprezzare" ma c'è il "rischio di una autoassoluzione", ha detto in una nota il Segretario del Pd Nicola Zingaretti. Per questo "qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi".
 

Ecco come la pensa il MoVimento 5 Stelle

This is just a place holder.

Oggi il capo politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha incontrato Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Paola Taverna e i capigruppo M5S di Camera e Senato Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli. Durante l’incontro, servito a fare il punto dell’attuale situazione politica, tutti i presenti si sono ritrovati compatti nel definire il segretario della Lega Matteo Salvini un interlocutore non più credibile. Prima la sua mossa di staccare la spina al Governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo, poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile. È chiaro che dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. È evidente, ormai, che Salvini sia disperato. Dopo aver aperto una crisi di governo in pieno agosto, portando il Paese sul baratro, ha anche il coraggio di parlare e arriva pure ad inventarsi la fake news su Renzi, perché non sa più dove sbattere la testa. Anche in casa Lega dovrebbero prendere atto che l’unico responsabile di questa assurda situazione sia quell’irresponsabile di Salvini. E adesso che ha fatto la frittata, tradendo gli italiani, non venga a piangere da noi. A questa punto una cosa è certa: il Movimento 5 Stelle il 20 Agosto sarà in Aula aula al Senato al fianco di Giuseppe Conte.

 

Ponte: Grillo, Aspi a cerimonia è come nazi a Stazzema

Solidale con il Colle che ha scelto di non parlare e con vittime

 "La presenza di Atlantia e Autostrade alla commemorazione di Genova era l'equivalente di Casapound oppure i nazisti dell'Illinois al memoriale di Sant'Anna di Stazzema". Lo scrive Beppe Grillo in un post sul suo blog sulla commemorazione delle vittime del crollo del ponte Morandi dove rivolge la sua "solidarietà e vicinanza più assolute al capo dello stato, che ha scelto di non dire nulla e alle famiglie delle vittime, che hanno saputo imporsi e far allontanare gli innominabili (ma solo per oggi)".
 

Di Maio, Salvini pentito, ma frittata è fatta

Siri: 'Il mio Pc ai 5s se andiamo a votare subito'

 Salvini "ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna!". Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Fb. "Il 20 agosto noi Ministri del Movimento 5 Stelle saremo al fianco di Giuseppe Conte in aula per sostenerlo contro la sfiducia della lega. Li aspettiamo al varco!" aggiunge Di Maio.  Salvini "adesso ha chiesto anche di sfiduciare il governo stesso di cui fa ancora parte, visto che non si e' dimesso. Anche su questo, giorni fa aveva tuonato 'siamo pronti a dimetterci tutti, vedrete...'. Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona... Deve far comodo, evidentemente, avere l'auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge!" scrive sempre il capo politico dei 5s

Siri, mio Pc a Di Maio se andiamo a votare subito - "Sono disposto a fare un patto con Di Maio, io gli consegno i miei computer e lui in cambio permette agli italiani di andare a votare subito. Così Armando Siri su Affaritaliani dopo che il vicepremir M5s ha accusato la Lega di far cadere il governo per evitare che il Senato votasse l'autorizzazione al sequestro del computer dell'ex sottosegretario della Lega. "I miei computer sono a disposizione anche domani mattina. Non ho niente da nascondere. Non ho niente a che fare con la mafia, con i rubli, con pseudo complotti sovranisti e altre scemenze di questo tipo. Siamo al ridicolo di chi non ha argomenti seri da utilizzare e cerca del becero gossip" afferma l'ex sottosegretario accusato di corruzione. "Chi fa le indagini è giusto che abbia tutti gli strumenti per fare chiarezza su qualunque genere di sospetto, in tempi i più veloci possibili. Perché fino adesso tutta questa campagna diffamatoria, che purtroppo dura da mesi, si regge solo su congetture prive di ogni connessione con la realtà. Siamo in un Paese in cui si può inventare una storia, anche la più infamante, appiccicarla addosso all'avversario politico di turno e il gioco è fatto. Se poi non è vero nulla, tutti rimarranno impuniti. È questo un Paese civile?" si lamenta Siri che poi attacca: "quelli che calunniano e diffamano sia nella pubblica piazza sia a mezzo stampa, sono quelli che invocano il rispetto per la magistratura. Ma questo modo di agire non rispetta affatto la magistratura perché queste persone dovrebbero sapere che i processi si fanno in tribunale dinnanzi ai giudici, e non in piazza o sui giornali. Quella è solo gogna preventiva. Una volta funzionava. Tra quelli che sono stati presi di mira in passato qualcuno si è ucciso o si è ammalato. Vite distrutte di persone innocenti messe sulla graticola nel tentativo di invalidare l'avversario e con il solo gusto di provocare dolore e sofferenza". "Io sono tranquillo, ho sempre agito nel rispetto della legge, delle istituzioni e del mio ruolo. L'unica colpa che ho per i miei detrattori è essere al fianco di Matteo Salvini in una battaglia giusta per la crescita, lo sviluppo e il progresso economico, sociale e civile del Paese. Una battaglia che ha tra le sue bandiere principali l'introduzione di una Flat Tax al 15% che darebbe una spinta ai consumi, alla produzione e al lavoro, facendo tornare l'Italia tra i protagonisti industriali del mondo" si difende l'ex sottosegretario che ripete: "Non ho nulla da temere da un processo giusto qualora si decidesse di farlo, ma trovo assolutamente ingiusta e disgustosa questa campagna strumentale di delegittimazione preventiva".

 

Governo: tutti all'attacco di Salvini, da Renzi al New York Times

Risultati immagini per renzi al senato

L'ex leader del Pd: meno mojiti, più camomille. De Luca: lo premieremo come miglior bagnino d'Italia

"Capitan Fracassa farnetica. E dalla spiaggia chiede: Italiani, datemi pieni poteri. L'ultimo a chiederli fu Badoglio! Salvini, per favore: meno mojiti, più camomille". Lo scrive su Facebook il senatore del Pd Matteo Renzi.

"Salvini? Non ha capito che c'è anche il Presidente della Repubblica. Noi comunque lo aspettiamo nel tour 'Gigione and friends' sulle battigie d'Italia. A Castel Volturno gli daremo il secchiello d'oro come miglior bagnino d'Italia". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca commentando la crisi di governo in corso e in vista dell'annunciata tappa del beach tour di Salvini a Ferragosto nel Casertano. "Sapevamo -ha aggiunto De Luca - che il governo si sarebbe squagliato, perché è un circo equestre, al netto di Conte, una persona di cui ho stima e rispetto. E ho alcuni amici come Giorgetti e Garavaglia".   

Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze. Ad ogni modo c'è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. E' una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti. Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l'opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio è un appello a tutte le forze politiche in Parlamento: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto. Lo dice Luigi Di Maio in una nota.

La crisi politica dell'Italia apre il quotidiano francese Le Monde. "Italia: Salvini fa scoppiare la coalizione al potere", titola in prima pagina il giornale parigino, aggiungendo: "Reclamando giovedì elezioni anticipate dopo aver richiesto l'uscita di tre ministri 5 Stelle Matteo Salvini ha sancito la fine della coalizione populista". Il vicepremier e "ministro dell'Interno di estrema destra ha approfittato della persistente opposizione dei 5 Stelle alla Tav Torino-Lione per orchestrare la spaccatura", prosegue il quotidiano del pomeriggio, secondo cui il leader della Lega è ora "in posizione di forza e ha recentemente avviato un tour delle spiagge che molto assomiglia ad un'ingresso in campagna elettorale". "Per l'Italia - sintetizza Le Monde - si apre un periodo di incertezza, tra una sintesi di bilancio irrisolvibile ed un'economia ferma". A corredo anche un articolo intitolato: "Un anno di discesa agli inferi per il Movimento 5 Stelle".

"Il più potente populista in Italia governa dalla spiaggia": così il New York Times titola un lungo articolo su Matteo Salvini nell'edizione in edicola oggi. A corredo una grande foto che ritrae il vicepremier - definito nella didascalia "il potente leader del partito anti immigrati della Lega" - in spiaggia a Forte dei Marmi in costume e con un gonfiabile rosa tra le mani. "Una vacanza ben in vista è un passo verso l'incarico più importante", scrive il quotidiano alludendo alle ambizioni di premierato del ministro degli interni e ricordando tutte le sue recenti apparizioni anche a Milano Marittima, Cervia e Sabaudia. "Matteo Salvini si è tolto la maglietta, ha preso il suo mojito e ha fatto festa con un trasporto degno dello Spring Break", si legge a proposito della controversa apparizione al Papeete Beach Club.

"Una crisi di governo a Parlamento chiuso e nel periodo in cui si concentrano le ferie nelle fabbriche e negli uffici, già di per sé è un fatto irrituale e inquietante", dice la leader della Fiom-Cgil, Francesca Re David, che avverte: "Adesso è decisiva la correttezza di tutto il percorso istituzionale, senza cedere ad una invocata semplificazione che metterebbe a rischio il rispetto delle istituzioni democratiche; e di certo - aggiunge - il ministro dell'Interno che ha voluto la crisi e che si candida a Premier, non può garantire la trasparenza del percorso elettorale rimanendo al Viminale".

"'Chiedo agli italiani di darmi pieni poteri', dice Salvini. In una democrazia il potere è diviso tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Solo i grandi dittatori come Mussolini, Hitler, Stalin, hanno avuto 'pieni poteri'. Non mi era mai capitato di sentire questa frase pronunciata da un politico italiano. Le parole sono come pietre. Sarebbe sbagliato sottovalutare quelle di Salvini". Lo scrive su Fb Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

"E bravo Salvini che pur di non affrontare i suoi problemi personali, pur di nascondere in cassaforte gli scheletri di Moscopoli, pur di non votare la riforma della Giustizia fa una crisi di governo in costume da bagno raccontando una marea di cazzate e attaccandosi niente poco di meno che al Tav, un’opera che anche i muri sapevano non avremmo mai appoggiato! ". Lo scrive la vicepresidente del Senato, Paola Taverna. "E bravo Salvini che vuole tenersi più poltrone possibili evitando il taglio dei parlamentari, che non sapeva dove trovare i soldi per la Flat tax e anziché ragionare sul taglio del cuneo fiscale preferisce non fare nulla! Così almeno per un paio di mesi è sicuro di non dover andare in Antimafia a riferire su presunte porcate. E bravo Salvini che ha imparato dal peggiore, Berlusconi, personaggio politico e umano così vile da asservire un Paese ai suoi interessi personali! E bravo Salvini che, piedi a mollo, butta l’Italia nel caos più totale così nemmeno delle autonomie deve render conto a nessuno!", prosegue Taverna. "Parole, parole, soltanto parole perché l'Italia abbiamo provato a cambiarla solo noi! Ma dicci, caro Salvini, quale moneta di scambio vale più del futuro dei cittadini? Cosa vale più di ridurre le tasse? Cosa vale più di una giustizia certa? Cosa vale più di alzare gli stipendi con il salario minimo? Vieni in Parlamento a spiegarcelo, ti aspettiamo e, mi raccomando, non scappare come hai fatto l'ultima volta. Per me da oggi sei e sarai sempre un #traditore del popolo italiano", conclude.

"La Lega annuncia la presentazione, al Senato, di una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Noi ricordiamo a tutti che saltare la fila è un atto di grande inciviltà: si proceda per ordine, anticipando il voto sulla mozione di sfiducia al Ministro dell'Interno Matteo Salvini, presentata al Senato a inizio agosto e già calendarizzata per settembre". Così, in una nota, Angelo Bonelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde.

"La caduta del Governo Conte è una buona notizia. Purtroppo il timore è che, stando così le cose, il prossimo Governo sarà addirittura peggiore. Togliere la fiducia a Conte è nel pieno della legittimità politica di Salvini: tempi e modi, invece, mostrano il suo disprezzo per le Istituzioni. Sta sfiduciando un Governo in cui esponenti della Lega ancora ricoprono ruoli importanti: inizino a dimettersi. Vorrei poi ricordare a Salvini che i "pieni poteri" non esistono, se non nei fumetti (uno solo li ha pretesi, nel 1933, ed è bene non prenderlo ad esempio)": così il senatore Pietro Grasso(Leu). "E' evidente che Salvini abbia piena consapevolezza del disastro dei conti pubblici, e di quanto li abbiano aggravati con le scelte di questi mesi. Per questo - dice grasso - vuole correre ad elezioni ma, come ha sottolineato Conte, i tempi del Parlamento li decidono i Presidenti di Camera e Senato, e quelli della crisi li deciderà il Quirinale. Salvini non può gestire dal Viminale la fase elettorale. È inaccettabile che chi chiede alla piazza pieni poteri e si scaglia contro Parlamento e Magistratura sovrintenda i delicati passaggi del voto. Dovrà essere un Governo elettorale a gestire le settimane che ci separano dal voto". "Per quel che riguarda il campo della sinistra - dice ancora Grasso - tutto quello che c'è ora non è sufficiente. Sono convinto che non si possa andare in ordine sparso e a mani nude contro Salvini, la Bestia e il clima che c'è nel Paese. Serve un cambio di passo, una rivoluzione programmatica e nuovi protagonisti, una visione del Paese forte su alcuni punti irrinunciabili (svolta ecologica, istruzione gratuita, rilancio del welfare e degli investimenti pubblici, revisione del Trattato di Dublino e della Legge Bossi-Fini) che possa riportare tanti elettori alle urne, ma al momento non vedo tracce di nulla di tutto questo".

[FONTE ANSA.IT]

Governo, la Lega presenta la mozione di sfiducia a Conte. M5s a Salvini: 'Renzi-Di Maio? Inventa altro'

  • Governo, la Lega presenta la mozione di sfiducia a Conte. M5s a Salvini: 'Renzi-Di Maio? Inventa altro'

Rotti gli indugi, la Lega deposita in Senato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, chiedendo di metterla ai voti 'al più presto'. E il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo per lunedì 12 agosto alle ore 16. La data della discussione della mozione di sfiducia al premier sarà fissata in quella circostanza. La Lega rimarca anche che Conte non era in Aula sulla Tav a ribadire il sì, e ha così creato 'il paradosso della spaccatura, come su altri temi'. Salvini, da Termoli, afferma: 'Sento toni simili tra Pd e Di Maio, sarebbe incredibile che ci fosse un governo così. Conte mi ha sempre detto: mai un altro governo'. Pronta la replica di M5s: “Caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un’altra per giustificare quello che hai fatto, giullare”. “Questa storia di Di Maio-Renzi è una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del Paese”, conclude la nota M5s.

Fitch conferma il rating BBB dell'Italia con outlook negativo. Lo afferma l'agenzia in una nota. L'outlook negativo dell'Italia riflette "l'alto livello del debito pubblico", una crescita debole e "la crescente incertezza" legata all'attuale dinamica politica.  Se in Italia "dovessero esserci elezioni anticipate ci sono potenziali vantaggi moderati per la sostenibilità del debito nel medio termine nel caso in cui il nuovo governo sia più stabile e abbia un orizzonte più lungo" sul fronte del bilancio e porti avanti "politiche a sostegno della crescita. Al contrario ci sono rischi al ribasso se il futuro governo dovesse optare per un disimpegno dalle regole di bilancio della Ue e se si assumesse rischi sul fronte della stabilità dei mercati finanziari".

E da Facebook anche Davide Casaleggio attacca il ministro dell'Interno: "Salvini sta giocando d'azzardo con la vita degli italiani per un (presunto) tornaconto personale, ma soprattutto perché non vuole tagliare le poltrone" in Parlamento. "Le ultime elezioni fatte in autunno sono quelle nel 1919, proprio perché non avere un governo mentre si fa la legge di bilancio espone al rischio concreto di far scattare" gli aumenti Iva. "Se dobbiamo andare a elezioni andiamo il prima possibile. Prima si faccia il taglio dei parlamentari, anche ad agosto, servono due ore", scrive Casaleggio.

Salvini intanto chiama tutti i parlamentari della Lega lunedì a Roma. 'Spero che Conte arrivi in Parlamento già la prossima settimana', annuncia il leader leghista replicando al premier Conte che aveva chiesto di chiarire le ragioni della crisi davanti alle Camere.

E M5s valuta la possibilità di chiedere la convocazione straordinaria della Camera, prima che venga votata la mozione di sfiducia al governo, per approvare in via definitiva la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari. Il M5s potrebbe farlo a norma dell'articolo 62 della Costituzione, che stabilisce che ciascuna Camera possa essere "convocata in via straordinaria per iniziativa di un terzo dei suoi componenti". Il gruppo M5s è composto da 216 deputati: ne bastano 210. Salvini invece vuole stringere i tempi: "Chi perde tempo vuole solo salvare la poltrona". In vista delle elezioni, con la Lega si fa avanti Giorgia Meloni: "Noi le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo - dice la leader di FdI - perché vogliamo essere chiari. Non avrebbe senso rischiare - sostiene - di fare un altro governo con un gioco di palazzo dopo il voto, piuttosto che un'alleanza che gli italiani invocano da mesi". Entra in campagna elettorale anche Zingaretti, secondo il quale la sfida "non è persa: il populismo al governo ha fallito - sostiene - e Salvini ha accelerato la crisi perché ha paura di fare la manovra". Dal centrodestra, Toti assicura che il suo movimento 'Cambiamo' parteciperà alle elezioni. "Siamo con chi difende gli interessi nazionali del Paese - dice - e vogliamo cambiare il centrodestra: nessuno pensi di tornare a coalizioni del passato. Secondo l'Osservatore Romano, "il Paese si prepara a una campagna elettorale che si prevede senza esclusioni di colpi", che evidenzia come l'ipotesi di tornare alle urne ad ottobre "confliggerebbe con le scadenze legate al bilancio". 
La Borsa di Milano peggiora, lo spread tra Btp e Bund sale. Colano a picco le banche.

 

LA GIORNATA DI GIOVEDI'

Ore di tensione altissima nel governo con la situazione che sembra precipitare, scambi di accuse tra gli alleati della maggioranza e la Lega che evoca esplicitamente le elezioni. Nel pomeriggio c'era stato un vertice a Palazzo Chigi tra il premier, Giuseppe Conte, e il vicepremier Matteo Salvini. 

Conte a Salvini: 'In Aula dovrà spiegare le ragioni della crisi'

"Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c'è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori", aveva scritto in una nota Salvini. "Inutile andare avanti a colpi di NO e di litigi, come nelle ultime settimane, gli Italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di "Signor No. Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni". 

Nel M5s cresce l'insofferenza per la il Carroccio. Luigi Di Maio: 'La Lega ha preso in giro il Paese; votare subito taglio parlamentari, poi le elezioni'.  "Una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze", sottolinea Di Maio.

Per il vicepremier Luigi Di Maio "c'è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. E' una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti. Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l'opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio è un appello a tutte le forze politiche in Parlamento: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto". 

"Con la mossa di Salvini, l'Italia probabilmente perderà importante Commissario europeo alla concorrenza che avrebbe sostenuto il sistema Italia e le nostre imprese in Europa. Non si è mai visto un partito che prende il 34% alle elezioni europee e si condanna in questo modo all'irrilevanza internazionale. Nemmeno Renzi riuscì in tale impresa. Salvini e la Lega stanno danzando sulla pelle degli italiani, complimenti". Così in una nota il Movimento 5 Stelle Europa definendo un "autogol" la mossa del leader leghista.

Conte giovedì mattina ha visto il Capo dello Stato. Si è trattato di un colloquio informativo per fare il punto della situazione. Non si è quindi parlato di apertura di crisi e tanto meno di dimissioni del premier. 

L'auto del premier percorre via della Dataria dopo il colloquio con Mattarella 
 

"Questo politicante di professione manda tutto all'aria per pagare cambiali a parlamentari terrorizzati dal taglio delle poltrone o agli amici del "suocero" Verdini che se la fanno sotto per la riforma della prescrizione che entrerebbe a breve in vigore - ha scritto Alessandro di Battista in un post su fb -. Il bello è che dirà in Parlamento che non si possono fare queste cose perchè quelli del 5 Stelle lo trattano male poro amore. Spettacolo da vomito di chi si è mascherato da protettore del Popolo ma che è schiavo del sistema". 

Su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti si dice 'pronto alla sfida. Nelle prossime elezioni non si deciderà solo quale governo ma anche il destino della nostra democrazia,della collocazione internazionale del nostro Paese. Il Pd chiama a raccolta tutte le forze che intendono fermare idee e personaggi pericolosi. Da subito tutti al lavoro,insieme,per fare vincere l'Italia migliore".

"Noi siamo prontissimi, perchè siamo quella forza che ha aperto una grande fase di rinnovamento e che oggi è la vera alternativa a Salvini", ha spiegato Zingaretti a chi gli chiedeva se il Pd sia pronto alle elezioni. "Le prossime elezioni - spiega Zingaretti - saranno una scelta tra la Lega di Salvini o il Partito Democratico, che abbiamo rimesso in campo. E dobbiamo chiamare a raccolta tutta quella parte di Italia onesta che vuole il lavoro, la crescita e lo sviluppo, non vuole la cultura dell'odio, che vuole ridare una dignità all'Italia che è isolata nell'Europa e nel mondo, che vuole salvare l'Italia da chi ha promesso la rivoluzione e poi ha reso questo paese più debole e più fragile. Noi diciamo innanzitutto lavoro, scuola, formazione, ripresa produttiva, investimenti, un programma per l'Italia che dia una speranza a questo bellissimo paese".
 

LA DICHIARAZIONE DI LUIGI DI MAIO TRAMITE SOCIAL NETWORK PUBBLICATA IERI ALLE ORE 02,49

 

L'immagine pu├▓ contenere: 7 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'apertoI giochini di palazzo non ci sono mai piaciuti e questo dibattito sulle poltrone inizia a stancarmi. 
Siamo andati al governo non per chiederle, ma per tagliarle. E lo abbiamo messo nero su bianco nel contratto, insieme alla Lega. 
C'è una riforma del MoVimento 5 Stelle che aspetta l'ultimo voto il 9 settembre. Il 9 settembre taglieremo definitivamente 345 parlamentari. 
Significa che alle prossime elezioni molti vecchi politicanti dovranno iniziare a cercarsi finalmente un lavoro.
È una riforma epocale contro i privilegi dei politici e in favore del buon senso. Per anni lo Stato ha saputo solo chiedere, dal 9 settembre invece comincerà a restituire qualcosa indietro ai cittadini: risparmiamo mezzo miliardo di euro da mettere su strade, ospedali, sulla riduzione delle tasse.
Manca solo l’ultimo voto e mi auguro nessuno si tiri indietro all’ultimo minuto, sarebbe gravissimo. Anzi, sarebbe un segnale al Paese. Il segnale di chi non vuol cambiare nulla. 
Le parole sono belle ma non bastano. 
Servono i fatti.

[FONTE ANSA.IT]


 

Tensione nella maggioranza. Caos governo, pressing Lega. Voci di elezioni a ottobre

Tensione alle stelle nella maggioranza dopo lo stop alla mozione dei cinquestelle contro la Tav. A Palazzo Chigi si è tenuto un colloquio tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini. Ora è atteso il comizio del vicepremier a Sabaudia.

Nel colloquio con il premier Conte il leader leghista, secondo quanto viene riferito, avrebbe posto le proprie condizione per andare avanti:una rivoluzione nel governo, con nomi nuovi e un "contratto" rivisto e corretto in salsa leghista, o è meglio finirla qui, subito. E non arrischiarsi neanche ad avviare un'impresa impervia come quella di scrivere, da separati in casa, la prossima manovra.

Fonti leghiste descrivono "lungo, pacato e cordiale" il colloquio ma altri lo raccontano come assai teso. Mentre Luigi Di Maio vede i suoi da fuori, giungono le voci più disparate, come quella - alimentata da qualche parlamentare leghista - che ipotizza le urne il 6 o il 13 ottobre. Ma in casa M5s, dove le ansie crescono con il passare delle ore, è a un rimpasto che ci si prepara.

E' questa la voce che gira per tutto il giorno nei palazzi del potere: che il leader della Lega punti alla sostituzione del ministro alle Infrastrutture, bocciato in Aula dal sì alla Tav, Danilo Toninelli. Si sussurra che possa chiedere lo scalpo anche di Giulia Grillo, Elisabetta Trenta e Sergio Costa. Ma è a qualcosa di più che sembra puntare il ministro dell'Interno: un cambio radicale nel governo.

Secondo alcune fonti, chiederebbe anche di sostituire il ministro Giovanni Tria, che si è mostrato troppo sensibile alle ragioni delle regole di bilancio Ue. "Magari", commenta una fonte M5s: se un leghista andasse al ministero dell'Economia dovrebbe 'accollarsi' una manovra comunque difficilissima.

La giornata è stata segnata dalla bocciatura della mozione dei Cinquestelle No Tavpassano tutte le altre mozioni a favore dell'opera: il Senato ha approvato quella del Pd con 180 sì, 109 contrari e un astenuto. La mozione Bonino ha ottenuto 181 sì, 107 no e un astenuto. Quella di FdI è passata con 181 sì, 109 no e un astenuto. Infine quella di FI ha preso un voto in più ottenendo 182 voti favorevoli, 109 no e 2 astenuti. Il ministro Toninelli all'ANSA: 'Ho votato No, avanti sereno'.

La mozione del M5s contraria alla Tav è stata bocciata dal Senato con 181 no, mentre i voti favorevoli sono stati 110.

Governo diviso su Tav in Senato, la maggioranza si spacca
 

Al Senato era presente il vicepremier Matteo Salvini che ha cancellato l'iniziativa politica a Sabaudia (Latina) prevista in mattinata, prima tappa del suo tour agostano nel centrosud e il comizo ad Anzio (Roma) nel pomeriggio, sarebbe confermato invece l'evento a Sabaudia in serata. Anche il vicepremier Luigi Di Maio era presente in Aula. Si è seduto accanto ai ministri 5s Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. Al momento dell'ingresso in Aula di Di Maio, l'altro vicepremier, era fuori. Al rientro, fra i due vicepremier non c'è stato alcun cenno di saluto.
 

E Beppe Grillo replica, via Facebook, al leader No Tav: "La pacatezza ostentata non cambia il senso alle parole che ha usato: tradimento. Il MoVimento vi ha tradito, ha tradito la Val di Susa, i No Tav e sopratutto Alberto Perino. Tradire significa qualcosa come passare dalla parte dell'avversario. La sua è una pacatezza ipocrita che fa l'occhiolino a chi si è dimenticato cosa significhi quella parola. Non avere la forza numerica per bloccare l'inutile piramide non significa essersi schierati dalla parte di chi la sostiene". E' stata convocata, già prima dell'inizio della seduta del Senato sulle mozioni Tav, un'assemblea dei senatori M5S questo pomeriggio. La riunione precede l'assemblea congiunta che si terrà alle 21, con il capo politico Luigi Di Maio. "Oggi in assemblea congiunta non si discuterà della tenuta del governo ma verranno affrontati altri punti in vista della riorganizzazione avviata". Lo sottolineano fonti parlamentari M5S in vista della riunione.

Il governo è diviso in Aula: nel momento in cui la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, dà la parola al governo per esprimere i pareri sulle mozioni sull'Alta velocità Torino-Lione, prima di passare alle dichiarazioni di voto, per primo interviene Massimo Garavaglia, leghista e viceministro al Mef, che dà parere favorevole alle mozioni che dicono sì alla Tav, mentre il sottosegretario Vincenzo Santangelo (M5S) si rimette all'Aula. "La mia - precisa Garavaglia - è una replica in cui ho dato il parere del governo dalla parte nostra".
 

Tav: governo diviso, esprime pareri opposti in Aula

[FONTE: www.ansa.it]

 

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Salvini dal palco di Sabaudia: “Con i 5Stelle qualcosa si è rotto. Ma non ci interessano poltrone”
 

"L'ultima delle cose che ci interessano è avere qualche poltrona in più o qualche ministero, quello accadeva in passato. Le 7 poltrone della Lega sono a disposizione degli italiani, perché o si possono fare le cose per intero, in modo veloce, o si torna a votare", ha annunciato il vicepremier leghista Matteo Salvini questa sera da Sabaudia. "Cosa succederà nelle prossime ore? Io non sono fatto per le mezze misure. O le cose si possono fare in fretta per intero e in maniera veloce o non ci interessa scaldare la poltrona". 

Salvini in chiusura paragona il governo giallo-verde a un matrimonio in crisi: "Quando in una coppia si passa più tempo a litigare piuttosto che a fare l'amore – e ne ho una certa esperienza – è meglio guardarsi in faccia da adulti". La possibilità che si vada a elezioni anticipate in autunno è tutt'altro che scongiurata (sarebbe stata individuata come possibile data quella del 13 ottobre).  "Se c'è qualche problema da risolvere va risolto in fretta, scelta va fatta in fretta, italiani non possono aspettare litigi perenni – ha ribadito – Gratitudine per quello che abbiamo fatto fino a ora, la nostra sorte è nelle mani del popolo italiano". 

Nella cittadina in provincia di Latina, era tutto pronto per il comizio già da oggi pomeriggio. A fare da sfondo sul palco c'era una gigantografia di Matteo Salvini, in giacca blu e camicia bianca, sovrastato dalla scritta ‘Prima gli italiani' e dal simbolo della ‘Lega per Salvini premier'. Nulla è lasciato al caso: la colonna sonora è quella di Jovanotti con "Ragazzo fortunato", Riccardo Cocciante, ma soprattutto di Vasco Rossi. Nella piazza in stile ventennio ci sono alcuni stand, con i vessilli della Lega regionale: sono rappresentati i comuni di Alatri, Ferentino e Maenza.

Il leader della Lega è arrivato con mezz'ora di ritardo, alle 21:30, senza giacca e con la cravatta dopo aver partecipato a un lungo incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Durante il colloquio, definito da Salvini "pacato e cordiale", si è parlato di una possibile revisione del contratto di governo, che potrebbe essere riscritto favorendo maggiormente i temi cari alla Lega.

Ad accogliere il leader del Carroccio nella cittadina pontina, nella piazza del Municipio, in puro stile razionalista, c'era il sottosegretario al Lavoro della Lega Claudio Durigon, che nella cittadina laziale è di casa: "Matteo Salvini mi ha appena scritto, tra un quarto d'ora arriva, intanto vuole sapere come è la piazza – aveva detto ai presenti prima dell'arrivo del Capitano   – Facciamogliela trovare calda". Oltre al padrone di casa ad aspettare il ministro degli Interni c'era il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia e il presidente della commissione Finanze del Senato, Alberto Bagnai.

All'inizio del suo intervento rivendica subito uno dei suoi successi, il decreto Sicurezza bis, approvato in via definitiva al Senato lunedì: "Abbiamo ridotto dell'80% gli sbarchi e abbiamo chiuso i porti a barche e barchette, facendo arrabbiare le Ong. Grazie al decreto sicurezza se entrano senza permesso gli viene sequestrata la barca e avranno fino a un milione di multa. La legge non impedisce di salvare essere umani ma voglio stroncare il traffico e mettere in galera gli scafisti. L'Italia non è più il centro profughi dell'Europa. Abbiamo dimezzato il numero dei morti". 

"È stato un anno bello, guardavo i risultati oggi al ministero", ha precisato il ministro. "Per il bene degli italiani, non per interesse personale, facciamo quello che facciamo. Non mi uscirà mai una parola negativa nei confronti di Luigi Di Maio o di Giuseppe Conte. ". Poi ha aggiunto: "Comunque vada a finire sono orgoglioso. Ma non vi nego che negli ultimi due o tre mesi qualcosa si è rotto nel governo".

Voci di un possibile rimpasto si erano in realtà rincorse per tutta la giornata di oggi, dopo il voto di questa mattina sulla Tav. Nelle ultime settimane il leader della Lega aveva spesso criticato l'operato del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, della ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, e del ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, tutti del Movimento 5 stelle. Sarebbero questi i ministri che potrebbero saltare, ma le caselle eventualmente scoperte potrebbero anche non essere occupate da uomini della Lega.

Si era parlato oggi anche di un presunto messaggio whatsapp – che non è stato poi confermato – in cui il segretario del Carroccio, avrebbe invitato i suoi a non allontanarsi troppo da Roma per le ferie, quasi a lasciare intendere un'improvvisa accelerata verso la crisi di governo. Dopo la bocciatura della mozione del M5S, che chiedeva di ridiscutere l'opera, la maggioranza si è spaccata. Che potessero esserci conseguenze lo aveva anticipato anche il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, che rivolto ai Cinque Stelle aveva detto:"Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative. Su un tema così importante avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l'altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi".

Salvini annulla anche i due comizi in Abruzzo
Salvini ha preferito non commentare subito l'esito del voto, e si è preso qualche ora per decidere il da farsi, lasciando gli elettori con il fiato sospeso fino a questa sera, calibrando bene i tempi. Per questo sono stati annullati gli altri due appuntamenti con cui doveva partire oggi il suo tour ‘balneare' nei lidi del Centro Sud: prima era saltato l'evento programmato a Sabaudia, poi il vicepremier aveva disertato anche quello di Anzio, sul litorale romano, nel pomeriggio.

Salvini ha successivamente annullato altre due tappe ‘dell'Estate italiana tour', in programma per domani in Abruzzo. Cancellati sia il comizio a Fossacesia Marina alle 10 sia quello si San Salvo Marina alle 17. Resta invece confermato al momento l'appuntamento di domani sera alle 21.30 a Pescara, come ha confermato lo stesso Salvini: "Domani sera sarò a Pescara, se non succedono robe strane nel frattempo – ha sottolineato – E dopo la Sicilia saremo a Roma magari per fare qualche chiacchierata, ci siamo capiti…", ha aggiunto, alludendo a un altro incontro determinante per decidere le sorti di quest'esecutivo. "Nelle prossime ore – ha detto – si chiariranno varie situazioni".

Contemporaneamente, in casa Cinque Stelle, l'assemblea congiunta dei parlamentari, che doveva essere presieduta da Luigi Di Maio, è stata rinviata. In serata il leader pentastellato ha avuto invece un colloquio proprio con il premier Conte, che ha annullato la conferenza stampa che aveva in programma per domani mattina a Palazzo Chigi.

[FONTE: https://www.fanpage.it/politica/]
 

PROCLAMATI GLI ETTI AL CONSIGLIO COMUNALE

15 seggi vanno alla maggioranza collegata al Sindaco Quinci, 9 all’opposizione
PROCLAMATI GLI ETTI AL CONSIGLIO COMUNALE
Proclamati gli eletti al Consiglio Comunale di Mazara del Vallo. Dei 24 consiglieri comunali che comporranno il nuovo Consiglio, saranno 15 quelli delle liste di maggioranza a sostegno del Sindaco Salvatore Quinci e 9 nell’ambito dell’opposizione consiliare.

L’Ufficio centrale elettorale, istituito presso la sezione n.1, ha concluso le operazioni di verifica ed ha proclamato oggi i 24 consiglieri comunali del Comune di Mazara del Vallo a seguito dell’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di domenica 28 aprile e del successivo turno di ballottaggio per l’elezione del Sindaco di domenica 12 maggio.

In particolare, per quanto riguarda la maggioranza consiliare a sostegno del Sindaco Salvatore Quinci sono stati proclamati eletti:

5 consiglieri della lista Osservatorio Politico (Vito Gancitano con 803 voti, Francesca Maria Calcara con 416 voti, Isidonia Giacalone con 373 voti,  Antonino Zizzo con 309 voti e Massimo Giardina con 238 voti);

4 consiglieri comunali della lista Siamo Mazara (Gioacchino Emmola con 652 voti, Stefania Marascia con 529 voti, Giuseppe Palermo con 436 voti e Matteo Bommarito con 311 voti);

3 consiglieri comunali della lista Partecipazione Politica (Arianna D’Alfio con 354 voti, Gianfranco Casale con 269 voti e Cesare Gilante con 266 voti);

3 consiglieri comunali della lista Mazara Bene Comune (Michele Reina con 522 voti, Valentina Grillo con 363 voti e Giuseppe Bonanno con 328 voti).

Per quanto riguarda l’opposizione sono stati proclamati eletti:

Il candidato sindaco non vincente al ballottaggio Giorgio Randazzo;

3 consiglieri comunali della lista Movimento 5 Stelle (Antonella Coronetta con 371 voti, Ignazio Maurizio Pipitone con 332 voti e Girolamo Billardello con 270 voti);

2 consiglieri comunali della lista Futuristi (Pietro Marino con 751 voti ed Enza Chirco con 681 voti);

2 consiglieri comunali della lista Lega Salvini Sicilia (Antonino Gaiazzo con 327 voti ed Ilenia Quinci con 268 voti);

1 consigliere comunale della lista Libera Intesa (Giovanni Iacono con 577 voti).

Il Consiglio Comunale dovranno riunirsi per la prima adunanza entro 15 giorni. Il presidente del consiglio comunale uscente Vito Gancitano effettuerà la convocazione della prima seduta consiliare e sarà lui stesso a presiederla in quanto consigliere comunale più anziano per voti, ossia il più votato con 803 preferenze.

Mazara del Vallo, 20 maggio 2019  
 


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INSEDIATA LA NUOVA GIUNTA MUNICIPALE
DI MAZARA DEL VALLO

 


La Giunta Municipale di Mazara del Vallo presieduta dal Sindaco Salvatore Quinci si è Mazara: INSEDIAMENTO E GIURAMENTO DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEL SINDACO QUINCIufficialmente insediata questa mattina nel Palazzo di Città. I 5 assessori che compongono insieme al Sindaco la Giunta di governo cittadino sono stati nominati con determina sindacale n. 81 del 15 maggio 2019.
Il primo cittadino ha proceduto, insieme alla nomina degli assessori, anche all’assegnazione delle deleghe ed alla nomina del vice sindaco, Vito Billardello.
I neo assessori, dopo la notifica in tempo reale della determina di nomina, hanno prestato giuramento nelle mani del Segretario generale Antonina Marascia e del Sindaco Salvatore Quinci e si sono ufficialmente insediati.
Questi gli assessori con rispettive deleghe:
– Vito Billardello, 48 anni, dottore commercialista, vice sindaco, “Welfare, Politiche Giovanili e Sport”;
– Germana Abbagnato, 50 anni, insegnante, “Turismo, Sostenibilità e Agricoltura”; – Caterina Agate, 46 anni, dottore commercialista, “Bilancio, Programmazione, Patrimonio, Società Partecipate”;
– Vincenzo Giacalone, 42 anni, imprenditore, “Innovazione, Smart City, Trasparenza, Politiche Comunitarie, Innovazione, Servizi Demografici e Attività Produttive”;
– Michele Reina, 49 anni, dipendente struttura Caf “Lavori Pubblici, Servizi alla Città, Urbanistica, Territorio, Ambiente, Infrastrutture e Arredo Urbano”.
Il Sindaco Salvatore Quinci ha trattenuto per sé le seguenti deleghe: “Polizia Municipale, Protezione Civile, Spettacoli, Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche Interculturali e del Personale”.
“Ci attende una sfida molto importante – ha detto il Sindaco Quinci rivolgendosi agli assessori. Mazara si aspetta molto noi. I progetti che abbiamo messo in campo sono cose concrete che con la passione ed il lavoro potremo realizzare”.

(Comune di Mazara del Vallo)

SI E' INSEDIATO IL NUOVO SINDACO SALVATORE QUINCI

SI E' INSEDIATO IL NUOVO SINDACO SALVATORE QUINCI

“Sarò il primo cittadino, perché essere il primo vuol dire essere il primo a lavorare, il primo a faticare, il primo a dare l’esempio, essere il primo per aiutare gli ultimi di questa Città. Ed è una vita che io mi sto allenando per questo”.

Con queste parole il dr. Salvatore Quinci ha assunto da oggi, ufficialmente, la carica di Sindaco della Città di Mazara del Vallo.

Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi nel Palazzo comunale la cerimonia di insediamento, con il passaggio di consegne tra il Commissario Straordinario del Comune Antonio Lo Presti ed il neo Sindaco Salvatore Quinci, che l’Ufficio Elettorale Centrale ha proclamato eletto in quanto candidato più votato nel turno di ballottaggio con 10.734 voti validi.

Il Commissario Straordinario Lo Presti ha accolto il neo Sindaco Quinci, congratulandosi per il successo elettorale ed esprimendo un augurio di buon lavoro allo stesso Sindaco, alla sua squadra ed ai dipendenti comunali, che ha ringraziato per la preziosa collaborazione offerta nel breve ma intenso periodo nel quale ha retto le sorti della Città.

In un clima di festa, alla presenza degli assessori designati, di sostenitori, nonché del Segretario Generale del Comune Antonina Marascia, dei dirigenti e funzionari comunali, si è quindi svolto il momento formale del passaggio di consegne e della fascia tricolore del Sindaco con la firma della notifica della proclamazione ufficiale.

“Ringrazio tutti per il sostegno e l’accoglienza – ha detto il Sindaco Quinci -. Da oggi iniziamo a lavorare. Abbiamo grandi progetti. Sarò il Sindaco di tutti”.

 

 Mazara del Vallo, 14 maggio 2019


VIDEO DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI MAZARA DEL VALLO SALVATORE QUINCI


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SALVATORE QUINCI PROCLAMATO SINDACO DI MAZARA DEL VALLO

L’Ufficio elettorale centrale ha proclamato eletto alla carica di Sindaco del Comune di Mazara del Vallo il dr. Salvatore Quinci, che nel turno di ballottaggio di domenica 12 maggio ha riportato il maggior numero di voti validi.

Dalla verifica dei verbali il numero di voti validi attribuiti al dr. Salvatore Quinci  è pari a 10.734.

 La comunicazione ufficiale è stata notificata pochi minuti fa dal Presidente dell’Ufficio Centrale dr. Andrea Maragoni al Commissario Straordinario del Comune dr. Antonio Lo Presti ed è stata da questi notificata al neo Sindaco dr. Salvatore Quinci.

La cerimonia di insediamento si svolgerà alle ore 14 al Palazzo Comunale.

Mazara del Vallo, 14 maggio 2019

 

Elezioni Sicilia: i risultati dei ballottaggi, ecco i nuovi sindaci. Bene il M5S, Lega bocciata. Ecco le FOTO dei festeggiamenti

Elezioni comunali in Sicilia, i risultati dei ballottaggi: eletti i sindaci di Caltanissetta, Castelvetrano, Monreale, Gela, Mazara del Vallo

Ballottaggi Sicilia – Si sono chiuse alle 23 le urne per le elezioni amministrative in Sicilia. Si è votato in 5 comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, chiamati al voto lo scorso 28 aprile. Eletti i sindaci di Caltanissetta, Castelvetrano, Monreale, Gela, Mazara del Vallo.
 

Elezioni Sicilia, i ballottaggi premiano i 5 Stelle. Sconfitti i candidati di Salvini

Le elezioni in Sicilia hanno dato indicazioni chiare: i ballottaggi premiano il Movimento 5 Stelle di Di Maio. Sconfitti i candidati della Lega di Salvini. A Gela vince l’asse Partito Democratico-Forza Italia.
 

Elezioni amministrative in Sicilia, Miccichè: “la Lega è subalterna al M5S”

“Nel comune più popoloso tra quelli al ballottaggio, Gela, vince contro la Lega il progetto di fronte moderato a cui da tempo stiamo lavorando. Di fatto il dato politico evidenzia la subalternità della Lega ai Cinque Stelle: Salvini vince solo a Caltanissetta, alleandosi coi grillini. Peccato, perché il nostro era decisamente migliore”. Ecco le parole del Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia commentando i dati dei ballottaggi.
 

Elezioni Sicilia: ecco gli assessori a Caltanissetta

Ecco gli assessori del neo sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino. Siederanno in Giunta la commercialista Luciana Camizzi, l’imprenditrice Grazia Giammusso, l’informatico Peppe La Mensa, il geologo Marcello Frangiamone e l’ostetrica Cettina Annaloro.
 

Ballottaggi Sicilia: un Di Maio raggiante nel pomeriggio sarà a Caltanissetta

Luigi Di Maio è raggiante dopo le vittorie del Movimento 5 Stelle a Caltanissetta e Castelvetrano: “abbiamo vinto, quando ci danno per morti noi ci siamo sempre”. E nel pomeriggio Di Maio sarà a Caltanissetta per festeggiare, assieme al padrone di casa Giancarlo Cancelleri, la vittoria di Gambino.
 

Elezioni amministrative in Sicilia: ecco la divisione dei seggi a Monreale

Monreale la partita era fra due candidati civici: centra la vittoria Alberto Arcidiacono, che sconfigge il sindaco uscente Piero Capizzi. Ecco la divisione dei seggi: 9 consiglieri comunali assegnati allo schieramento di Arcidiacono, 5 allo schieramento di Capizzi, 5 allo schieramento di Gambino, 2 allo schieramento di Caputo, 1 alla Lega, 1 al Movimento 5 Stelle.
 

Ballottaggi in Sicilia: ecco la divisione dei seggi a Mazara del Vallo

Spoglio ultimato a Mazara del Vallo: Salvatore Quinci è il nuovo sindaco. Sconfitto il candidato della Lega Giorgio Randazzo. Ecco la divisione dei seggi: 14 consiglieri comunali assegnati allo schieramento di Quinci, 4 allo schieramento di Randazzo, 3 al Movimento 5 Stelle, 2 ai Futuristi.
 

Elezioni amministrative in Sicilia: ecco la divisione dei seggi a Gela

Il nuovo sindaco di Gela è Lucio Greco: sostenuto da Forza Italia. Il forzista ha battuto Giuseppe Spata, candidato della Lega. Ecco la divisione dei seggi: 14 consiglieri comunali allo schieramento di Greco, 6 allo schieramento di Spata, 2 allo schieramento di Melfa, 1 al Movimento 5 Stelle.
 

Elezioni in Sicilia: ecco la divisione dei seggi a Castelvetrano

Movimento 5 Stelle vittorioso a Castelvetrano: Enzo Alfano è sindaco con 64,67%. Lo sfidante Calogero Martire non va oltre il 35,33 per cento. Ecco la divisione dei seggi: 14 consiglieri comunali al M5S, 4 allo schieramento di Martire, 2 al Partito Democratico, 1 ad Insieme si può, 1 a Fratelli d’Italia, 1 a Legalmente.
 

Ballottaggi in Sicilia: ecco la divisione dei seggi a Caltanissetta

Roberto Gambino è il nuovo sindaco di Caltanissetta. Il candidato del Movimento 5 Stelle ha ottenuto il 59% dei voti. Cocente sconfitta per il candidato del Centro/Destra Giarratana. Ecco la divisione dei seggi: 14 consiglieri al M5S, 5 allo schieramento di Giarratana, 2 allo schieramento di Messana, 1 alla Lega, 1 ad Orgoglio Nisseno
 

Elezioni amministrative in Sicilia: si festeggia nei comitati dei neo sindaci

Grandi festeggiamenti a Caltanissetta, Castelvetrano, Monreale, Gela, Mazara del Vallo per i neo sindaci. Nei vari comitati elettorali esponenti politici, simpatizzanti, militanti e semplici cittadini fanno festa sino all’alba.
 

Ballottaggi Sicilia: il Movimento 5 Stelle vince a Caltanissetta e Castelvetrano, Di Maio soddisfatto

Luigi Di Maio in diretta su Facebook festeggia la vittoria del Movimento 5 Stelle a Caltanissetta e Castelvetrano e annuncia che lunedì sarà in Sicilia.
 

Elezioni Sicilia: Alberto Arcidiacono è il nuovo sindaco di Monreale

Monreale la partita era fra due candidati civici: centra la vittoria Alberto Arcidiacono, che sconfigge il sindaco uscente Piero Capizzi.
 

Ballottaggi Sicilia: Greco è il nuovo Sindaco di Gela

Il nuovo sindaco di Gela è Lucio Greco: sostenuto da Forza Italia. Il forzista ha battuto Giuseppe Spata, candidato della Lega.
 

Elezioni amministrative in Sicilia: il Movimento 5 stelle vince anche a Castelvetrano

Movimento 5 Stelle vittorioso a Castelvetrano: Enzo Alfano è sindaco con 64,67%. Lo sfidante Calogero Martire non va oltre il 35,33 per cento.
 

Elezioni Sicilia: Roberto Gambino è il nuovo sindaco di Caltanissetta

Roberto Gambino è il nuovo sindaco di Caltanissetta. Il candidato del Movimento 5 Stelle ha ottenuto il 59% dei voti. Cocente sconfitta per il candidato del Centro/Destra Giarratana
 

Ballottaggi Sicilia: Salvatore Quinci è il nuovo sindaco di Mazara del Vallo

Spoglio ultimato a Mazara del Vallo: Salvatore Quinci è il nuovo sindaco. Sconfitto il candidato della Lega Giorgio Randazzo.

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ELETTO IL NUOVO SINDACO DI MAZARA DEL VALLO
SALVATORE QUINCI

ELEZIONI AMMINISTRATIVE - TURNO DI BALLOTTAGGIO 2019 - Comunali - Votanti - Sezioni 50 su 50

Rilevazione del Alle ore Elettori Maschi Elettori Femmine Totale Elettori Votanti Maschi Votanti Femmine Totale Votanti % Maschi % Femmine % Totale
12/05/2019 23:00 21.377 22.190 43.567 10.589 10.662 21.251 49,53 48,05 48,78
12/05/2019 19:00 21.377 22.190 43.567 16.974 38,96
12/05/2019 12:00 21.377 22.190 43.567 5.991 13,75

ELEZIONI AMMINISTRATIVE - TURNO DI BALLOTTAGGIO 2019 - Comunali - Voti Candidati Sindaco - Sezioni scrutinate: 50 su 50

Nominativo Totale voti %
QUINCI SALVATORE 10.803 52,41
RANDAZZO GIORGIO 9.808 47,59
Ultimo aggiornamento: 12/05/2019 ore 23:22:25

Ecco la nuova tangentopoli che attanaglia la Lombardia

Attilio Fontana all'adunata degli alpini in piazza Duomo. AGF
Attilio Fontana all'adunata degli alpini in piazza Duomo.

Politici che manipolano pacchetti di voti, ex tangentisti e imprenditori collusi. Ecco la nuova tangentopoli che attanaglia la Lombardia

RISULTATI ELEZIONI COMUNALI 2019 A MAZARA DEL VALLO

Risultati immagini per COMUNE DI MAZARA DEL VALLO STEMMA

Al primo turno delle amministrative 2019 di Mazara del Vallo si sono scontrati 6 candidati per un posto di sindaco e 373 candidati per 23 posti di consigliere comunale. Diciamo 23 in quanto il ventiquattresimo di diritto sarà il candidato sindaco che uscirà sconfitto dal turno di ballottaggio che si svolgerà Domenica 12 maggio dalle ore 07,00 alle ore 23,00 e che vedrà il suo epilogo con lo spoglio delle schede elettorali la notte stessa con inizio alle ore 23,00 del medesimo giorno.

Un appunto in relazione alla scelta di effettuare lo spoglio delle schede la notte stessa: è stato massacrante per scrutatori, segretari e presidenti di seggio; i risultati definitivi ufficiali li abbiamo avuti alle ore 16,00 del giorno dopo. Tutto ciò dovrebbe far riflettere bene chi opera simili scelte.
Invence, continuando con le amministrative del Comune di Mazara del Vallo gli assessore non saranno pià 5 come la norma prevedeva bensì 7, ma ovviamente per far ciò occorrerà una modifica allo statuto comunale per recipire la nuova normativa regionale che innalza i posti di assessore da 5 a 7.
Di seguito vi riportiamo i risultuta del primo turno della Amministrativa di Mazara del Vallo 2019, i soli dati nudi e crudi, senza ulteriori commenti anche perchè i personaggi e i numeri bastano e si commentano da soli:

 
RISULTATI PRIMO TURNO ELEZIONI SINDACO DEL 28 APRILE 2019

 

FOTO

COGNOME E NOME

VOTI

PERCENTUALE

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/Salvatore-Quinci-513x505.jpg

QUINCI SALVATORE

8.650

31,51

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/Giorgio%20Randazzo.jpg

RANDAZZO GIORGIO

6.657

24,25

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/Nicola%20La%20Grutta.jpg

LA GRUTTA NICOLO'

5.084

18,52

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/Mariella-Martinciglio.jpg

MARTINCIGLIO ANTONINA

3.036

11,06

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/Benedetta%20Corrao.jpg

CORRAO BENEDETTA

2.882

10,50

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/Pasquale-Safina-510x505.jpg

SAFINA PASQUALE

1.142

4,16
 




RISULTATI LISTE
 

SIMBOLO

DENOMINAZIONE

Totale Voti

%

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/5%20stelle.jpg

MOVIMENTO 5 STELLE

3.595

13,45

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/osservatorio.jpg

OSSERVATORIO POLITICO

3.071

11,49

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/lega.jpg

LEGA SALVINI SICILIA

2.248

8,41

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/siamo%20mazara.jpg

SIAMO MAZARA

2.246

8,40

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/partecipazione%20politica.jpg

PARTECIPAZIONE POLITICA

2.114

7,91

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/futuristi.jpg

FUTURISTI

2.087

7,81

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/mazara%20comune.jpg

MAZARA BENE COMUNE

2.042

7,64

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/libera%20intesa.jpg

LIBERA INTESA

1.890

7,07

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/mazara%20libera.jpg

#MAZARA LIBERA

1.286

4,81

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/diventer%C3%A0%20bellissima.jpg

DIVENTERA' BELLISSIMA

1.178

4,41

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/forza%20italia.jpg

FORZA ITALIA

1.122

4,20

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/volare.jpg

VOLARE

1.105

4,13

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/autonomisti.jpg

AUTONOMISTI

964

3,61

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/udc.jpg

UDC

821

3,07

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/voci%20democratiche.jpg

VOCI DEMOCRATICHE

809

3,03

http://elezioni.comune.mazaradelvallo.tp.it/20190428/immagini/avvenire.jpg

AVVENIRE

146

0,55


RISULTATI CANDIDATI CONSIGLIERI
 

Lista

Candidato

Voti

SIAMO MAZARA

EMMOLA Gioacchino

652

SIAMO MAZARA

MARASCIA Stefania

519

SIAMO MAZARA

PALERMO Giuseppe detto Peppe

436

SIAMO MAZARA

BOMMARITO Matteo

306

SIAMO MAZARA

BIANCO Giuseppe detto Pino

300

SIAMO MAZARA

PRESTI Maria Luisa

211

SIAMO MAZARA

CONTI Rosanna

208

SIAMO MAZARA

EVOLA Alessandro

163

SIAMO MAZARA

TRANCHIDA Loretta

98

SIAMO MAZARA

RIZZI Giulia detta Rizzo

92

SIAMO MAZARA

ADAMO Giulia

71

SIAMO MAZARA

SALADINO Giuseppina

47

SIAMO MAZARA

DEL FORTE Annamaria

36

SIAMO MAZARA

EL MRIEH Mohammed

18

SIAMO MAZARA

ADAMO Veronica

6

SIAMO MAZARA

MAZARESE Salvatore

3

SIAMO MAZARA

PECORARO Salvatore

2

SIAMO MAZARA

CALAFATO Eleonora

SIAMO MAZARA

FODERA’ Giuseppe Ettore

PARTECIPAZIONE POLITICA

D’ALFIO Arianna

355

PARTECIPAZIONE POLITICA

CASALE Gianfranco

269

PARTECIPAZIONE POLITICA

GILANTE Cesare detto CESARE

265

PARTECIPAZIONE POLITICA

CALTAGIRONE Paola

228

PARTECIPAZIONE POLITICA

GABRIELE Filippo detto RANDAZZO

199

PARTECIPAZIONE POLITICA

PARLANTE Gaspare

178

PARTECIPAZIONE POLITICA

GIOIA Angelo

165

PARTECIPAZIONE POLITICA

CELESTINO Ornella

138

PARTECIPAZIONE POLITICA

QUINCI Anna

116

PARTECIPAZIONE POLITICA

INGARGIOLA Nicola detto Cola

106

PARTECIPAZIONE POLITICA

MERLINO Antonino detto Nino

106

PARTECIPAZIONE POLITICA

BIANCO Leandro

93

PARTECIPAZIONE POLITICA

PIAZZA Maria Cristina

92

PARTECIPAZIONE POLITICA

PONTE Vitalba

85

PARTECIPAZIONE POLITICA

GUIDA Valeria

78

PARTECIPAZIONE POLITICA

INCANDELA Giuseppa Francesca

78

PARTECIPAZIONE POLITICA

MALTESE Vito

76

PARTECIPAZIONE POLITICA

ANTERO Salvatore

61

PARTECIPAZIONE POLITICA

RUBINO Nadia

52

PARTECIPAZIONE POLITICA

PUGLIESE Catia

17

PARTECIPAZIONE POLITICA

CHIBOUB Kawthar

2

VOLARE

CALAMUSA Graziella

176

VOLARE

DI GREGORIO Giuseppe

147

VOLARE

ASARO Vito detto Pelè

128

VOLARE

SPAGNOLO Pasqua detta Adele

122

VOLARE

BOSA Vincenzo

118

VOLARE

CARONIA Concetta

115

VOLARE

CAMPISI Giovanni Francesco detto Gianfranco

89

VOLARE

PARRINELLO Vito

85

VOLARE

MANCIARACINA Fabio

65

VOLARE

FIUME Antonino

55

VOLARE

FAZIO Giuseppa

53

VOLARE

DITTA Francesco detto Franco

52

VOLARE

SORANA Giacoma Maria detta Jemy

49

VOLARE

BURGIO Martina

48

VOLARE

PALMIZI Maurizio detto Palmizzi

46

VOLARE

LA GRUTTA Massimo

35

VOLARE

MANCIAPANE Roberto

35

VOLARE

SIRAGUSA Giuseppe

27

VOLARE

GIACALONE Claudia

20

VOLARE

DI PANE Francesco detto Ciccio

18

VOLARE

MARASCO Manuela

9

VOLARE

CALAGNA Maria detta Antonella

6

VOLARE

SOSSIO Paolo

2

AUTONOMISTI

SILACO Vincenzo detto Enzo

191

AUTONOMISTI

CACIOPPO Roberto

162

AUTONOMISTI

DI GIOVANNI Francesca

156

AUTONOMISTI

PROVENZANO Rosaria Antonia detta Sara

144

AUTONOMISTI

FODERA’ Vito detto Pino

137

AUTONOMISTI

DI BENEDETTO Calogero

105

AUTONOMISTI

GUAIANA Manuela

85

AUTONOMISTI

GIACALONE SALA Maria Cristina detta Cristina

83

AUTONOMISTI

DITTA Pietro

63

AUTONOMISTI

GANDOLFO Georgia

52

AUTONOMISTI

DI MARIA Maria Francesca

39

AUTONOMISTI

GIACALONE Matteo

37

AUTONOMISTI

GROSSO Giuseppe

36

AUTONOMISTI

FERRO Anna

28

AUTONOMISTI

VENEZIA Giuseppe

28

AUTONOMISTI

BUCARIA Giuseppina

16

AUTONOMISTI

MARRONE Carlo detto Carletto

10

AUTONOMISTI

MARGIOTTA MARGIOTTA Maria

7

AUTONOMISTI

GIACALONE Francesco

6

AUTONOMISTI

CASTELLI Salvatore

2

AUTONOMISTI

MELIGNANO Massimo

1

AUTONOMISTI

MARRONE Gaspare

AUTONOMISTI

MESSINA Antonino

AUTONOMISTI

SERRA Francesco

LIBERA INTESA

IACONO FULLONE Giovanni detto Iaco

566

LIBERA INTESA

CELESTINO Maria detta Mary

327

LIBERA INTESA

HOPPS Maria Concetta detta Marico

290

LIBERA INTESA

QUARTUCCIO Francesca detta Fra

239

LIBERA INTESA

GIACALONE Gasparino detto Rino

212

LIBERA INTESA

ENEA Riccardo

145

LIBERA INTESA

CORTESE Mario detto Mario

129

LIBERA INTESA

CANNAVO’ Pietro detto Piero

119

LIBERA INTESA

SALEMI Gina detta Giovanna

86

LIBERA INTESA

MARINO Vincenza detta Ersilia

82

LIBERA INTESA

ERBINI Francesco detto Ciccio

80

LIBERA INTESA

MISURACA Fabrizio

66

LIBERA INTESA

ASARO Nicolo’ detto Nicola

63

LIBERA INTESA

SCIUTO Mariantonietta

54

LIBERA INTESA

SIGNORELLO Antonino Giuseppe

50

LIBERA INTESA

MODICA Giuseppe Valerio detto Valerio

41

LIBERA INTESA

DADO Luciano

35

LIBERA INTESA

PETRALIA Vincenza detta Enza

33

LIBERA INTESA

D’ANGELO Angela Maria detta Angela

31

LIBERA INTESA

FIORENTINO Claudia

20

LIBERA INTESA

GIACALONE Vito detto Vito

16

LIBERA INTESA

BALLATORE Filippo

14

LIBERA INTESA

BASONE Antonino detto Nino

11

LIBERA INTESA

AMATO Claudio

2

VOCI DEMOCRATICHE

LAUDICINA Oriana

180

VOCI DEMOCRATICHE

POLIZZI Gaspare

133

VOCI DEMOCRATICHE

BIOSA Ignazio

131

VOCI DEMOCRATICHE

ANZELMO Andrea

73

VOCI DEMOCRATICHE

FERRARA Rosa Anna Caterina

51

VOCI DEMOCRATICHE

SUCAMELI Francesco

50

VOCI DEMOCRATICHE

BARBERA Giuseppe

40

VOCI DEMOCRATICHE

RATTO Alberto

35

VOCI DEMOCRATICHE

D’AMORE Maria

31

VOCI DEMOCRATICHE

BEN FADHEL Mortadha

27

VOCI DEMOCRATICHE

MOCERI Giovanni

26

VOCI DEMOCRATICHE

MARINO Carlo Francesco

17

VOCI DEMOCRATICHE

FIGGINI Gianluca

15

VOCI DEMOCRATICHE

PANTALEO Michele

14

VOCI DEMOCRATICHE

ARRESTA Vincenza

14

VOCI DEMOCRATICHE

PERNICIARO Riccardo

13

VOCI DEMOCRATICHE

LA TORRE Antonella

12

VOCI DEMOCRATICHE

ADAMO Salvatore

12

VOCI DEMOCRATICHE

BONANNO Andrea

10

VOCI DEMOCRATICHE

MAURO Vito

10

VOCI DEMOCRATICHE

LORETO Maria Jessica

8

VOCI DEMOCRATICHE

PICCIONE Anna

8

VOCI DEMOCRATICHE

LICARI Lucia

4

VOCI DEMOCRATICHE

GRAMIGNANO Salvatore

1

AVVENIRE

ASARO Leonarda

12

AVVENIRE

MANGIONE Costantino

12

AVVENIRE

GOVERNALE Antonino

11

AVVENIRE

LAUDICINA Giuseppe

6

AVVENIRE

PIZZO Monica

2

AVVENIRE

SICURELLA Giuseppe

2

AVVENIRE

CALAMUSA Antonino

1

AVVENIRE

FOGGIA Riccardo

1

AVVENIRE

QUINCI Ornella

1

AVVENIRE

ACCARDO Antonina

AVVENIRE

ASARO Ivana Antonina

AVVENIRE

BURZOTTA Diego

AVVENIRE

CAMINZULI Brigida Concetta

AVVENIRE

CASSENTI Antonino

AVVENIRE

CORONETTA Giacomo

AVVENIRE

FARINA Giusi

AVVENIRE

GANCITANO Antonino

AVVENIRE

GIACALONE Francesco Paolo

AVVENIRE

GIACALONE Rosa

AVVENIRE

GIORDANO Giovan Battista

AVVENIRE

KHLAIEF Naser Eddine

AVVENIRE

MESSINA Pasquale

AVVENIRE

MIRTO Matteo

AVVENIRE

PIZZO Paolo

MOVIMENTO 5 STELLE

CORONETTA Antonella

371

MOVIMENTO 5 STELLE

PIPITONE Ignazio Maurizio

332

MOVIMENTO 5 STELLE

BILLARDELLO Girolamo

270

MOVIMENTO 5 STELLE

TORRE Nicola Alessandro

268

MOVIMENTO 5 STELLE

DE PASQUALE Giulia

265

MOVIMENTO 5 STELLE

GANCITANO Vito

231

MOVIMENTO 5 STELLE

RIZZO Rossella

216

MOVIMENTO 5 STELLE

MAURO Laura detta Laura

192

MOVIMENTO 5 STELLE

NICOLO’ La Grutta detto Don Chisciotte

185

MOVIMENTO 5 STELLE

CRESCENTE Gianfranco

175

MOVIMENTO 5 STELLE

GIACALONE Arianna

167

MOVIMENTO 5 STELLE

TUMBIOLO Vito

167

MOVIMENTO 5 STELLE

GANCITANO Salvatore detto Salvo

156

MOVIMENTO 5 STELLE

MISISTRA Danilo

155

MOVIMENTO 5 STELLE

MONACO Maria Cristina

152

MOVIMENTO 5 STELLE

TUMBIOLO Leonardo detto Leo

152

MOVIMENTO 5 STELLE

SERRENTINO Salvatore detto Sorrentino

151

MOVIMENTO 5 STELLE

FIRENZE Giovanna

147

MOVIMENTO 5 STELLE

ADAMO GIUSEPPA detta Giusi

109

MOVIMENTO 5 STELLE

MAURO Giuseppa detta Giusi

107

MOVIMENTO 5 STELLE

GIACALONE Maurizio

81

MOVIMENTO 5 STELLE

CERTA Ornella

79

MOVIMENTO 5 STELLE

NUCCIO Mariangela

79

MOVIMENTO 5 STELLE

BOUBAKER Amir

20

UDC

ALESTRA Valeria

298

UDC

CALAFATO Vincenzo

212

UDC

SORRENTINO Anna Maria

115

UDC

BURGIO Bernardo detto Dino

92

UDC

ASARO Vito detto L’Evento

55

UDC

DE SIMONE Andrea detto Andrea

38

UDC

RISALVATO Leonardo

35

UDC

DENARO Giuseppe

26

UDC

BASONE Giuseppe

25

UDC

GABRIELE Giuseppa

25

UDC

TORRE Maria

21

UDC

GIACALONE Gaetano

16

UDC

FIORENTINO Giuseppe

14

UDC

CORRAO Benedetta

13

UDC

RUSSO Antonino

13

UDC

TUMBIOLO Matteo

7

UDC

HASANI Arijana

5

UDC

MODICA Antonino

5

UDC

SCRENCI Gisella

5

UDC

GENNA Ignazio Salvatore

4

UDC

GANCITANO Leonardo

3

UDC

DI MARIA Filippo

1

UDC

DE SANTI Caterina

UDC

MORI SCATURRO Bartolomeo

FUTURISTI

MARINO Pietro

751

FUTURISTI

CHIRCO Enza

656

FUTURISTI

CARUSO Giacomo Paolo detto Giampaolo

348

FUTURISTI

D’ANNIBALE Joselita Amalia Maria detta Iose

280

FUTURISTI

BASONE Paolo

187

FUTURISTI

GRASSA Cristina

121

FUTURISTI

MENCIASSI Antonino

109

FUTURISTI

DENARO Vito

108

FUTURISTI

BUSCEMI Francesco

97

FUTURISTI

DELL’ARNO Emanuela detta Manuela

90

FUTURISTI

INGENITO Liliana

90

FUTURISTI

PERNICE Tonia

90

FUTURISTI

LO PICCOLO Fabio

58

FUTURISTI

CALANDRINO Nicola Junior

39

FUTURISTI

QUINCI Matteo

25

FUTURISTI

CARRABINO Carolina

24

FUTURISTI

GINNASTICA Vincenzo

22

FUTURISTI

FRAZZETTA Filippo

19

FUTURISTI

CASCIO Vito

18

FUTURISTI

FOGGIA Baldassare

17

FUTURISTI

BERTUGLIA Natale

16

FUTURISTI

TORRE Baldassare

12

FUTURISTI

BONO Vanessa

10

FUTURISTI

STALLONE Pietro

6

MAZARA BENE COMUNE

REINA Michele

522

MAZARA BENE COMUNE

GRILLO Valentina

363

MAZARA BENE COMUNE

BONANNO Giuseppe detto Peppe

328

MAZARA BENE COMUNE

COLICCHIA Antonio detto Culicchia

315

MAZARA BENE COMUNE

NORRITO Nicola

220

MAZARA BENE COMUNE

PINTA Anna

190

MAZARA BENE COMUNE

ASARO Amalia detta Amalia

131

MAZARA BENE COMUNE

PRINCIPATO Giacoma detta Francesca

127

MAZARA BENE COMUNE

GABRIELE Anna Tiziana

124

MAZARA BENE COMUNE

D’ANDREA Barbara

116

MAZARA BENE COMUNE

BONACASA Andrea

81

MAZARA BENE COMUNE

GIACALONE Vincenzo detto Enzo

78

MAZARA BENE COMUNE

UBALDINI Rossella

63

MAZARA BENE COMUNE

VITALE Antonietta

58

MAZARA BENE COMUNE

SCIMEMI Antonino detto Toni

53

MAZARA BENE COMUNE

LA ROSA Graziella

38

MAZARA BENE COMUNE

LUPPINO Benedetta

24

MAZARA BENE COMUNE

PORZIO Costantino

24

MAZARA BENE COMUNE

GIANQUINTO Debora

21

MAZARA BENE COMUNE

GIACALONE Nicasio Alessandro

20

MAZARA BENE COMUNE

RUSSOTTO Giuseppa

16

MAZARA BENE COMUNE

GANCITANO Antonietta

3

LEGA SALVINI SICILIA

GAIAZZO Antonino detto Caiazzo

319

LEGA SALVINI SICILIA

QUINCI Ilenia

255

LEGA SALVINI SICILIA

ASARO Domenico detto Mimmo

239

LEGA SALVINI SICILIA

GILANTE Aleandro detto Ale

195

LEGA SALVINI SICILIA

GUCCIARDI Fabio Giuseppe detto Fabio

195

LEGA SALVINI SICILIA

MANNONE Salvatore

172

LEGA SALVINI SICILIA

ASARO Michele

161

LEGA SALVINI SICILIA

ALAGNA Piera detta Perla

155

LEGA SALVINI SICILIA

IANNAZZO Giovanna Elisa detta Gio

117

LEGA SALVINI SICILIA

BUONASORTE Pietro detto Piero

95

LEGA SALVINI SICILIA

VALENTI Filippo

88

LEGA SALVINI SICILIA

TARANTINO Giovanna

75

LEGA SALVINI SICILIA

INGRANDE Marilinda detta Mari

73

LEGA SALVINI SICILIA

BONO Salvatore

72

LEGA SALVINI SICILIA

RUSTICO Cesare

54

LEGA SALVINI SICILIA

CURCURACI Giorgio

53

LEGA SALVINI SICILIA

GIACALONE Rosanna

51

LEGA SALVINI SICILIA

MAZZAGATTI Maria

51

LEGA SALVINI SICILIA

UBALDINO Caterina detta Ilenia

51

LEGA SALVINI SICILIA

RANDAZZO Antonino detto Toni

44

LEGA SALVINI SICILIA

PETRALIA Vincenza detta Enza

42

LEGA SALVINI SICILIA

CUCCHIARA Alessandra

38

LEGA SALVINI SICILIA

VALFRE’ Carmela detta Valfre

23

LEGA SALVINI SICILIA

GIAMETTA Giovanni detto Gianni

14

OSSERVATORIO POLITICO

GANCITANO Vito

803

OSSERVATORIO POLITICO

CALCARA Francesca Maria

417

OSSERVATORIO POLITICO

GIACALONE Isidonia detta Isidonia

373

OSSERVATORIO POLITICO

ZIZZO Antonino

309

OSSERVATORIO POLITICO

GIARDINA Massimo

232

OSSERVATORIO POLITICO

BURGIO Maria Monica detta Monica

218

OSSERVATORIO POLITICO

BONAFEDE Maria

211

OSSERVATORIO POLITICO

SPAGNOLO Antonino

207

OSSERVATORIO POLITICO

SPINA Anna

199

OSSERVATORIO POLITICO

MUSSO Francesco

194

OSSERVATORIO POLITICO

RUSSO Gaspare

193

OSSERVATORIO POLITICO

ARMATO Vito detto Armata

154

OSSERVATORIO POLITICO

POLIZZI Michele

126

OSSERVATORIO POLITICO

LA ROSA Sabrina

122

OSSERVATORIO POLITICO

TRIOLO Gaetano

110

OSSERVATORIO POLITICO

FAVATA Angelina

104

OSSERVATORIO POLITICO

GIACALONE Vincenzo detto Enzo

94

OSSERVATORIO POLITICO

MANGOGNA Antonina detta Antonella

94

OSSERVATORIO POLITICO

SALERNO Agostina Giulia detta Giulia

72

OSSERVATORIO POLITICO

BONOMO Ignazio

38

OSSERVATORIO POLITICO

CRICCHIO Francesco

32

OSSERVATORIO POLITICO

GIAMMARINARO Federica

30

OSSERVATORIO POLITICO

TOTO Amedeo Antonio

6

OSSERVATORIO POLITICO

MARRONE Irene

#MAZARA LIBERA

FERRO Pietro

355

#MAZARA LIBERA

OCCHIPINTI Bartolomeo detto Bartolo

278

#MAZARA LIBERA

GIACALONE Giuseppina detta Gilecco Giusi

193

#MAZARA LIBERA

CUCCHIARA Cecilia Letizia detta Letizia

161

#MAZARA LIBERA

LICATINI Vincenzo

106

#MAZARA LIBERA

RANDAZZO Giorgio

87

#MAZARA LIBERA

SCIACCA Alessia

85

#MAZARA LIBERA

MANGIARACINA Caterina

76

#MAZARA LIBERA

MAURO Angela

52

#MAZARA LIBERA

REINA Giovanni Giuseppe

35

#MAZARA LIBERA

RATTO Samuel

25

#MAZARA LIBERA

DENARO Angela Maria

20

#MAZARA LIBERA

RALLO Davide Cosimo

19

#MAZARA LIBERA

GIACALONE Alessandro

14

#MAZARA LIBERA

STRAZZERA Giulia

14

#MAZARA LIBERA

MACCARRONE Francesca

13

#MAZARA LIBERA

SCALIA Francesco

9

#MAZARA LIBERA

BURGIO Domenico detto Mimmo

8

#MAZARA LIBERA

RALLO Gaspare detto Gaspare

8

#MAZARA LIBERA

DAMIANI Giuseppa Maria

7

#MAZARA LIBERA

ORLANDO Matteo

5

#MAZARA LIBERA

NOVELLI Roberto

2

#MAZARA LIBERA

ARENA Giuseppe

1

#MAZARA LIBERA

TITONE Pietro

DIVENTERA' BELLISSIMA

ARENA Eleonora detta Ele

303

DIVENTERA' BELLISSIMA

CLEMENSE Gaspare

236

DIVENTERA' BELLISSIMA

ASARO Vincenzo detto Enzo

172

DIVENTERA' BELLISSIMA

VASSALLO Chiara detta Kiara

94

DIVENTERA' BELLISSIMA

SAMARITANO Enrico detto Sammartano

92

DIVENTERA' BELLISSIMA

DI MARIA Santino detto Alessandro

83

DIVENTERA' BELLISSIMA

TUMBIOLO Nadia

70

DIVENTERA' BELLISSIMA

SACCO Paolo

52

DIVENTERA' BELLISSIMA

GENOVA Daniele

43

DIVENTERA' BELLISSIMA

NASTASI Vita Maria

41

DIVENTERA' BELLISSIMA

GANCITANO Vito detto Tatoo

40

DIVENTERA' BELLISSIMA

GIACALONE Salvatore

38

DIVENTERA' BELLISSIMA

ZELANTE Denise Maria detta Denise

34

DIVENTERA' BELLISSIMA

MARGIOTTA Maria

34

DIVENTERA' BELLISSIMA

LUMIA Rossella

30

DIVENTERA' BELLISSIMA

DEL FORTE Claudia

25

DIVENTERA' BELLISSIMA

TERRANOVA Antonino detto Nino

21

DIVENTERA' BELLISSIMA

INGARGIOLA Mariangela

17

DIVENTERA' BELLISSIMA

ASARO Giovan Battista detto Battista

15

DIVENTERA' BELLISSIMA

CASTELLI Sebastiano

14

DIVENTERA' BELLISSIMA

PAVIA Salvatore

11

DIVENTERA' BELLISSIMA

LODATO Anna

7

DIVENTERA' BELLISSIMA

KHELIL Soumaya

5

DIVENTERA' BELLISSIMA

CALANDRINO Lorenzo

5

FORZA ITALIA

GANCITANO Marianna detta Arianna

245

FORZA ITALIA

LUPPINO Domenico

239

FORZA ITALIA

GIACALONE Paolo detto Boccia

164

FORZA ITALIA

CASTELLI Isabella detta Isa

125

FORZA ITALIA

PIPITONE Girolamo

117

FORZA ITALIA

PECORARO Vito

109

FORZA ITALIA

LICATA Francesca

92

FORZA ITALIA

CULICCHIA Massimo

77

FORZA ITALIA

GEBBIA Antonino detto Antonio

62

FORZA ITALIA

MARRONE Roberto

52

FORZA ITALIA

MARINO Rosa Maria

45

FORZA ITALIA

ASARO Francesca

37

FORZA ITALIA

GIUNTA Vito Massimo

36

FORZA ITALIA

GIAMMARINARO Luigi

35

FORZA ITALIA

MARGIOTTA Giovanni

21

FORZA ITALIA

NOVARA Grace

21

FORZA ITALIA

ROSELLA Davide

17

FORZA ITALIA

BALSAMO Simona

11

FORZA ITALIA

LORICO Rosa

11

FORZA ITALIA

ZIZZO Maria

7

FORZA ITALIA

FOGGIA Michele

5

FORZA ITALIA

MARGIOTTA Mario

FORZA ITALIA

QUINCI Vincenzo

FORZA ITALIA

FIRENZE Giovanna

Schede bianche

Schede nulle

Contestate

Voti nulli

Voti lista dichiarati nulli

108

723


 
DA NOTARE IL FATTO CHE ANCORA L'UFFICIO ELETTORALE DEL COMUNE DI MAZARA DEL VALLO NON HA ANCORA DIFFUSO I TOTALI RELATIVI A: SCHEDE CONTESTATE, AI VOTI NULLI, E AI VOTI DI LISTA DICHIARATI NULLI. LO STESSO VALE ANCHE PER I CANDIDATI SINDACO OVVIAMENTE. MA TRALASCIAMO I COMMENTI E VI INVITIAMO A RIFLETTERE VOI STESSI SU QUESTO PAESE.




 

Cultura e Società

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Roma: decoro urbano cancella storica scritta 'Vota Garibaldi' a Garbatella. Campidoglio: 'Sarà restaurata'

Era lì dal 1948. Il Comune: 'Errore di un addetto della ditta appaltatrice'

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Fai: Giornate di primavera, un ponte tra le culture

Il 23 e 24 marzo in 1.100 luoghi. Anche guide straniere

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Più che fiori ortaggi, passione per un milione di italiani

Vince il fattore green, mangiare genuino e stare all'aria aperta

Tajani indecente su Mussolini. Se questo è un moderato

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Tratto da huffingtonpost.it

Parafrasando Primo Levi: se questo è un moderato. E parafrasandolo ancora: se questo può essere il presidente del Parlamento europeo. Perché le parole di Antonio Tajani sono, semplicemente, sconcertanti. Ascoltatele: "Mussolini non era un campione della democrazia". E ancora: "Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s'è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare le infrastrutture e le bonifiche".

È la vecchia vulgata dell'Italia qualunquista e nostalgica, dei treni che arrivavano in orario, del "si stava meglio quando si stava peggio", l'antica suggestione che, se ci fosse stato "lui" ci sarebbe stato più ordine e meno casino. Il culto dell'uomo forte come risposta all'insofferenza collettiva verso le regole della civile convivenza. Diciamolo subito, perché in questi casi, ci vuole una certa schiettezza. O Tajani è un ignorante (e non sa), oppure sa e con le parole accarezza le viscere reazionarie di un paese in cui la fragilità dello Stato e delle istituzioni poggiano anche un impoverimento del tessuto valoriale comune, che si alimenta di verità e consapevolezza.

In fondo, perché stupirsi, lo ha fatto anche Berlusconi per un Ventennio, il vero padre del populismo odierno e della grande rottamazione valoriale dell'edificio repubblicano, delle sue prassi politiche e della sua impalcatura di valori. Che cosa erano la nipote di Mubarak e la battuta su "Mussolini che mandava la gente in vacanza al confino", le leggi ad personam e la violenza della gaffe sui Fratelli Cervi, se non una chiamata alla rivolta contro le regole, e un grande inno a rendere lecito ciò di cui ci si dovrebbe vergognare? È stato sdoganato tutto, i fascisti quando erano ancora tali fino all'arbitrio verso i principi culturali, morali, nutrendo il paese di ignoranza, antipolitica. Diseducandolo secondo il principio che per trovare un lavoro si fa prima con il bunga bunga che piegandosi la schiena sui libri, in primis su quelli di storia, materia inutile per i fatturati facili.

Altro che moderati. Si arriva così alle parole di Tajani, ignoranti e sconcertanti allo stesso tempo. Perché Mussolini - il solo ricordare queste ovvietà è un segno dei tempi - non solo non era un "campione della democrazia", ma teorizzò e praticò l'abbattimento della democrazia parlamentare, considerata sin dalle origini, un regime decadente, parassitario e imbelle, l'ordine dei mediocri e di un gregge da addestrare. Sin dalla fase movimentista e sansepolcrina, il fascismo non nasce per "correggerla", ma per abbatterla. O forse è un dettaglio, presidente Tajani, la presa del potere con violenza squadristica, la chiusura del Parlamento in un clima di terrore nel paese, l'arresto di Antonio Gramsci da deputato in carica, le bastonate a morte a Giovanni Amendola, i fratelli Rosselli, e così via? O forse, presidente, ha dimenticato l'imposizione del partito unico, la chiusura dei sindacati, la negazione del pluralismo sociale con le corporazioni, la trasformazione delle libere elezioni in plebisciti, il tutto ben prima del 1938 ma già nel 1924?

Questo dato storico e politico è esplicitamente rivendicato, con fierezza, dal Duce stesso nella voce Totalitarismo della Treccani che scrive di suo pugno. E di cui si consiglia vivamente la lettura. Dettaglio che il revisionismo d'accatto tende spesso a rimuovere, perché il primo a non voler essere definito "democratico" era proprio Mussolini che si considerava, con un certo orgoglio, "campione" della "rivoluzione fascista", che avrebbe sancito in maniera irreversibile il superamento dei sistema politico borghese e dei suoi valori. Anche la storiografia revisionista non ha mai messo in discussione questo elemento, concentrandosi su altro. Gli storici hanno infatti discusso in che misura il fascismo italiano sia stato "totalitario", in relazione al ruolo che, durante il regime, hanno avuto l'esercito, la monarchia, la Chiesa, se cioè, la presenza di questi attori ne abbia in qualche modo mitigato il carattere. Ma di questo hanno parlato gli storici, non di una messa in discussione della fondamenta anti-democratiche del regime. Non a caso, Renzo De Felice, il padre della storiografia revisionista, intitola il suo volume "Mussolini il Duce. Lo Stato totalitario 1936-1940". Perché il problema, con buona pace di Tajani, non nasce nel '38, al netto di quell'incidente di percorso del delitto Matteotti, ma riguarda la natura stessa del fascismo.

Ed è su questo la grande, insopportabile, indecente ambiguità. Parliamoci chiaro: le parole del presidente del Parlamento europeo, rappresentante di una istituzione che incarna i valori proprio di quella democrazia che nasce dall'antifascismo, rivelano un humus culturale di fondo che con poche eccezioni ha sempre caratterizzato la destra italiana. Destra che, con una certa indulgenza verso se stessa in questi vent'anni si è definita come moderata, senza incarnare quell'intransigenza sui valori propria dei moderati europei. È il cuore del problema italiano, che spiega l'egemonia sovranista di oggi. I gollisti francesi sono eredi di quel grande partito di De Gaulle che animò l'antifascismo e la resistenza europea. E questo spiega quella disciplina repubblicana francese che ha sempre spinto quel partito a non allearsi mai con l'estrema destra lepenista. Lo stesso i conservatori inglesi e i grandi partiti moderati e liberali europei. Berlusconi non è mai stato moderato e ha sempre giocato col sentimento qualunquista dell'Italia reazionaria e fascistoide, anti-politica e insofferente alle regole. È stato, semplicemente, moderato o estremista a seconda della convenienza del momento: convenienze politiche, economiche, aziendali, processuali. Non di principi non negoziabili. Non proprio un "campione della democrazia".

https://www.huffingtonpost.it/alessandro-de-angelis/tajani-indecente-su-mussolini-se-questo-e-un-moderato_a_23691718/

Il 15 marzo sciopero globale per il clima, gli studenti in piazza

GRETA
 

Manifestazioni per chiedere ai governanti misure concrete

Niente scuola o università per i ragazzi di tutto il mondo venerdì 15 marzo. Sciopereranno e scenderanno in piazza, senza bandiere, per far sentire la propria voce, soprattutto ai capi di stato e di governo, a cui chiedono impegni concreti contro i cambiamenti climatici. In ballo c'è il loro futuro. Il 'Global Strike For Future', che ha ricevuto l'adesione di una novantina di Paesi e più di 1.325 città, arriva dopo un paio di mesi di manifestazioni, organizzate ogni venerdì in diverse città di ogni continente, nei 'Fridays for Future' lanciati dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, ormai simbolo mondiale di questa protesta e di questa istanza, di quello che è diventato un movimento studentesco mondiale. Ma a cui aderiscono anche gli adulti, e fra questi oltre tremila scienziati. Tutto è cominciato dall'attivista dalle lunghe trecce bionde con la sindrome di Asperger, come si definisce nel profilo Twitter, dove ha 235mila follower, mentre la sua pagina Facebook la seguono in oltre 270mila.

Colpita dalle potenti ondate di calore e dagli incendi che avevano distrutto boschi del suo paese l'estate scorsa, Greta, in modo solitario, dal 20 agosto ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni del 9 settembre, per chiedere al governo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ritenute fra le cause maggiori dei cambiamenti climatici, come asserito dagli scienziati a livello mondiale e come scritto nell'accordo di Parigi sul clima del 2015. Con il suo cartello "Sciopero della scuola per il clima", Greta è andata a protestare silenziosamente tutti i giorni davanti al Parlamento di Stoccolma. Dopo le elezioni, la sua manifestazione è proseguita tutti i venerdì. E poi non è stata più solitaria. La notizia ha fatto il giro del mondo e Greta ha fatto seguaci, diventando di fatto portavoce di questo movimento giovanile. Ha pronunciato parole forti contro molti grandi della Terra.

#FridaysForFuture - GLI EVENTI

A dicembre, alla Conferenza dell'Onu sul clima a Katowice, in Polonia, ha rimproverato i leader mondiali di "comportarsi come bambini irresponsabili, non abbastanza maturi da dire le cose come stanno", e da lì ha invitato tutti i ragazzi a mobilitarsi personalmente per questa causa. A gennaio ha parlato davanti al gotha dell'economia a Davos, attaccando chi "ha sacrificato valori inestimabili per continuare a fare somme di denaro inimmaginabili". Ha parlato a Bruxelles davanti al Comitato economico e sociale europeo, per dire che "non c'è abbastanza tempo per permetterci di crescere e prendere in mano la situazione". A citarla, fra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti, come spinta per le istituzioni. 

Viaggiando sempre in treno, perché gli aerei inquinano troppo, Greta ha girato da Parigi a Berlino ad Amburgo ed altre città europee, per sfilare in strada con altri studenti nello sciopero della scuola. Ha stilato una sorta di manifesto con le regole per manifestare: no a violenza, incidenti, rifiuti, profitti, odio, ridurre al minimo la propria impronta di carbonio e fare sempre riferimento alla scienza. E poi il suggerimento a seguire l'accordo di Parigi e i Rapporti degli scienziati dell'Ipcc (il panel intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici), contenere l'aumento del riscaldamento globale entro 1,5 gradi centigradi, focalizzarsi sull'equità e la giustizia climatica.

Altre Giornate e conferenze mondiali, summit di potenti della Terra per focalizzare l'attenzione sul cambiamento climatico e sulla necessità di intervenire in fretta, non sembrano avere il seguito di Greta. Sulla pagina Fb, la giovane attivista aggiorna la mappa Google che indica le città del mondo che si stanno preparando per la grande manifestazione.

[FONTE ANSA]

Greta Thunberg proposta per il premio Nobel per la pace

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La 'nomination' è di tre parlamentari norvegesi in segno di riconoscimento per il suo impegno per l'ambiente

Greta Thunberg, l'attivista 16enne svedese promotrice delle marce dei giovaniper il clima in tutta Europa, è stata proposta per il premio Nobel per la pace da tre parlamentari norvegesi in segno di riconoscimento per il suo impegno contro la crisi climatica e il riscaldamento globale, riporta il settimanale Time. "Abbiamo nominato Greta perche' la minaccia del clima potrebbe essere una delle cause più importanti di guerre e conflitti", ha detto il parlamentare Freddy Andre Oevstegaard.

LO SPECIALE

"Siamo nel pieno di una crisi. Ed è la più urgente e grave che il genere umano abbia mai dovuto affrontare. Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti e la maggior parte della popolazione mondiale non ha idea delle possibili conseguenze della nostra incapacità di agire", ha detto Greta Thunberg, in un'intervista in apertura di Repubblica, alla vigilia del Global strike for climate.


[FONTE ANSA]

Brexit: Westminster boccia ancora l'accordo della May

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  • Brexit: Westminster boccia ancora l'accordo della May

391 i deputati contrari, solo 242 quelli favorevoli

Mafia, blitz dei carabinieri a Palermo: 32 arresti, smantellato un altro pezzo della Cupola 2.0

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Nuova operazione contro il clan di Porta Nuova che aveva ricostituito la commissione provinciale di Cosa Nostra

Etiopia, si schianta un aereo dell'Ethiopian Airlines: 8 italiani tra i 157 morti

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Il Boeing 737 era appena decollato da Addis Abeba e diretto a Nairobi

tRA LE VITTIME OTTO CITTADINI ITALIANI TRA I QUALI L'ASSESSORE AI BENI CULTURALI DELLA REGIONE SICILIA L'ARCHEOLOGO SEBASTIANO TUSA.

VOCI LIBERE

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ESPRIMIAMO TUTTO IL NOSTRO DOLORE E LA VICINANZA ALLE FAMIGLIE DI OGNI SINGOLA VITTIMA DEL DISASTRO AEREO



 

TUTTI I VOLONTARI ED I COLLABORATORI DI VOCILI LIBERE ESPRIMONO IL PROPRIO CORDOGLIO ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME DEL DISASTRO AEREO DI OGGI.

8 Marzo, la Svezia nomina l'attivista Greta donna dell'anno


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La sedicenne paladina delle marce dei giovani per il clima

La sedicenne svedese Greta Thunberg, promotrice delle marce dei giovani per il clima in tutta Europa, è stata nominata donna dell'anno nel suo Paese, in base a un sondaggio dell'istituto Inzio per il giornale Aftonbladet.

Greta è stata la più citata davanti alla leader dei cristiano-democratici Ebba Busch e alla principessa Victoria. "Wow! E' incredibile", ha commentato la giovane citata dal quotidiano svedese.

Dall'agosto 2018 Greta Thunberg organizza ogni venerdì uno sciopero scolastico per il clima, seguito in diversi Paesi europei. Venerdì 15 marzo è prevista una mobilitazione mondiale in 75 Paesi. Anche un altro giornale svedese, Expressen, ha nominato Greta donna dell'anno ma per decisione di una giuria.

​​​​​[FONTE ANSA]

8 Marzo 2019
Giornata internazionale della donna:
STORIA, ORIGINE E SIGNIFICATO

"E perchè in Italia si usa la mimosa?"

AUGURI A TUTTE LE DONNE DEL MONDO


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La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Viene associata alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre.

Questa celebrazione si tiene negli Stati Uniti d'America a partire dal 1909. In alcuni paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922.

Specialmente in passato e ancora oggi dall'Unione donne italiane e nell'accezione comune viene chiamata Festa della donna anche se sarebbe più corretto Giornata internazionale della donna, poiché la motivazione non è la festa ma la riflessione.

Fonti ONU auspicano che nel mondo sia raggiunta una effettiva parità di genere entro il 2030.

Il VII Congresso della II Internazionale socialista si tenne a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907 e vi parteciparono 884 delegati di 25 nazioni. Tra questi vi furono le più importanti personalità marxiste del tempo come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin e August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès. In quella sede vennero trattati, oltre al problema dell'atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea e al tema del colonialismo, anche la questione femminile e la rivendicazione del voto alle donne.

Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a lottare energicamente per l'introduzione del suffragio universale delle donne, senza allearsi con le femministe borghesi che reclamavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne. Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit(L'uguaglianza), divenne l'organo dell'Internazionale delle donne socialiste.

Il «Woman's Day» negli Stati Uniti (1908-1909)

Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l'assenza dell'oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman's Day», il giorno della donna.

Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne.

Quell'iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell'anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali di riservare l'ultima domenica di febbraio 1909 all'organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 23 febbraio 1909.

Verso la fine dell'anno, il 22 novembre, a New York incominciò un grande sciopero di ventimila camiciaie, che durò fino al 15 febbraio 1910. La successiva domenica 27 febbraio, alla Carnegie Hall, tremila donne celebrarono ancora il Woman's Day.

La Conferenza di Copenaghen (1910)

Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata manifestazione della giornata della donna, proposero alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 - due giorni prima dell'apertura dell'VIII Congresso dell'Internazionale socialista - di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

Manifesto tedesco relativo alle locali manifestazioni della Giornata della Donna dell'8 marzo 1914, la cui richiesta principale era il diritto di voto.

Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l'istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione».

Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei  Germania, Austria, Svizzera e Danimarca - la giornata della donna si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848, durante la rivoluzione, il re di Prussica dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne». In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi, così come a Vienna, dove alcune manifestanti portarono con sé delle bandiere rosse (simbolo della Comune) per commemorare i caduti di quell'insurrezione. In Svezia si svolse il 1 maggio 1911, in concomitanza con le manifestazioni per la Giornata del lavoro.

La manifestazione non fu ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti; l'anno seguente gli organizzatori vennero arrestati, impedendo di fatto l'organizzazione dell'evento. In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu ripetuta per la prima volta domenica 8 marzo 1914, giorno d'inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi. Lo stesso giorno vi furono degli scontri a Londra, dove era prevista una marcia di protesta: la giornalista socialista Sylvia Pankhurst, che aveva da poco fondato la East London Federation of Suffragettes, venne arrestata a Charing Cross, mentre si stava dirigendo verso Trafalgar Square, dove avrebbe dovuto tenere un comizio. Sempre nel 1914, in Francia, si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi il 9 marzo.

L'8 marzo 1917

Le celebrazioni furono interrotte in tutti i paesi belligeranti negli anni seguenti allo scoppio dellaprima guerra mondiale, avvenuto nel luglio 1914, così come venne cancellato il congresso della Seconda Internazionale previsto a Vienna tra il 23 e il 29 agosto di quell'anno, in concomitanza del quale si sarebbe dovuta svolgere anche la terza Conferenza internazionale delle donne socialiste. ASan Pietroburgo, l'8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell'apertura del III congresso dell'Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».

In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel1922, per iniziativa delPartito comunista d'Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'otto marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.

La confusione sulle origini della ricorrenza e l'ufficializzazione dell'ONU

Il Brown Building (dal nome del filantropo Frederick Brown, che lo donò all'Università di New York nel 1929) nel quartiere di Greenwich, dove si trovava la Triangle Shirtwaist Factory, teatro del tragico incidente del 25 marzo 1911.

La connotazione fortemente politica della Giornata della donna nelle sue prime manifestazioni, le vicende della seconda guerra mondiale e infine il successivo isolamento politico della Russia e del movimento comunista nel mondo occidentale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione.

Così, nelsecondo dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l'8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottone avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l'incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini, in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica).

Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti avvenuti a Chicago, a Boston o a New York.

Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media sia nella propaganda delle organizzazioni sindacali.

Con la risoluzione 3010 (XXVII) del 18 dicembre 1972, ricordando i 25 anni trascorsi dalla prima sessione della Commissione sulla condizione delle Donne (svolta a Lake Success, nella Contea di Nassau, tra il 10 e il 24 febbraio 1947), l'ONU proclamò il 1975 "Anno Internazionale delle Donne".

Questo venne seguito, il 15 dicembre 1975, dalla proclamazione del "Decennio delle Nazioni Unite per le donne: equità, sviluppo e pace" ('United Nations Decade for Women: Equality, Development and Peace", 1976-1985), tramite la risoluzione 3520 (XXX).

Il 16 dicembre 1977, con la risoluzione 32/142 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite propose a ogni paese, nel rispetto delle tradizioni storiche e dei costumi locali, di dichiarare un giorno all'anno "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale" ('United Nations Day for Women's Rights and International Peace') e di comunicare la decisione presa al Segretario generale. Adottando questa risoluzione, l'Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l'urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese. L'8 marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi, fu scelta come la data ufficiale da molte nazioni.

In Italia: La mimosa

La mimosa, simbolo italiano della Giornata internazionale della donna

Nel settembre del 1944, si creò a Roma l'UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l'UDI a prendere l'iniziativa di celebrare, l'8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell'Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donnacontenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce tra febbraio e marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei.

Carica di polizia contro un corteo femminista

Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell'Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l'ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palombo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto.

Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.

Il femminismo

Manifestazione femminista italiana del 1977

L'8 marzo 1972 la giornata della donna a Roma si tenne in piazza Campo de' Fiori: vi partecipò anche l'attrice statunitense Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestavano con cartelli chiedendo la legalizzazione dell'aborto e la liberazione omosessuale. Il matrimonio venne definito prostituzione legalizzata e circolò un volantino che chiedeva che non fossero lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l'intero processo della maternità. Quelle scritte furono giudicate intollerabili e la polizia, senza lo squillo di tromba previsto, caricò, manganellò e disperse le pacifiche manifestanti. In molte città d'Italia sono stati intitolati all'8 marzo strade e giardini.

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1. costituendo una sede dell'AIpS nel tuto comune o anche nel tuo quartiere ed a tal riguardo puoi contattarci alla mail aipsodv@gmail.com indicando generalità complete e recapito telefonico;
2. diventare volontario/a dell'AIpS supportando l'associazione nelle sue attività benefiche ed in tal caso puoi contattarci sempre alla mail aipsodv@gmail.com indicando generalità complete e un recapito telefonico;
3. donando il tuo 5 x 1000 indicando il codice fiscale dell'associazione nella casella volontariato della tua dichiarazione dei redditi. Il codice fiscale da indicare nella casella volontariato della dichiarazione dei redditi è:
91024280819
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