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 8 marzo in Turchia, 'stop violenze'

Grande corteo a Istanbul, 'nel 2018 almeno 440 femminicidi'

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(ANSA) - ISTANBUL, 8 MAR - Numerose manifestazioni sono previste oggi in Turchia per la Giornata internazionale della Donna. I dimostranti scenderanno in piazza in decine di centri con vari slogan, tra cui quello "Vogliamo città in cui non veniamo uccise". L'iniziativa principale è prevista a Istanbul, dal centralissimo viale Istiklal fino a piazza Taksim, dove come ogni anno sono attese migliaia di persone per chiedere più diritti e denunciare la violenza contro le donne. Le manifestazioni si concentrano sul tema dei femminicidi e degli abusi, che secondo le associazioni non governative sono in preoccupante crescita. Nel 2018, almeno 440 donne sono state uccise in Turchia, oltre il doppio delle 210 stimate nel 2012 dalla Piattaforma 'Fermeremo il Femminicidio'. Secondo il ministro dell'Interno Suleyman Soylu, nel 2017 le donne vittime di violenze sono state 133.809. Stando a un precedente studio governativo, quasi una turca su quattro ha subito abusi o violenze sessuali nel corso della vita.

Brexit: Westminster boccia ancora l'accordo della May

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  • Brexit: Westminster boccia ancora l'accordo della May
  • 391 i deputati contrari, solo 242 quelli favorevoli

 

La Camera dei Comuni britannica ha bocciato per la seconda volta l'accordo sulla Brexit patrocinato dal governo Tory della premier Theresa May. I deputati a favore sono stati 242, quelli contrari 391. Lo scarto è stato di 149 voti, inferiore rispetto ai meno 230 del primo tentativo andato a vuoto a gennaio con la peggiore sconfitta mai subita da un governo di Sua Maestà nella storia moderna del Regno Unito.
May ha confermato che mercoledì intende tornare alla Camera dei Comuni, dopo la seconda bocciatura del suo accordo, per mettere ai voti una mozione 'no deal sì o no deal no'. La premier ha aggiunto che lascerà libertà di voto al gruppo Tory, ma che lei resta contraria a un no deal e convinta che esista "una maggioranza a favore di un accordo".
 

"L'Ue ha fatto tutto il possibile" per favorire la ratifica dell'Accordo di divorzio sulla Brexit a Westminster. "L'impasse può essere risolta solo nel Regno Unito. I nostri preparativi per un 'no deal' ora sono più importanti che mai". Così il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier su Twitter.

"Se ci sarà una richiesta ragionata da parte del Regno Unito" per un'uscita posticipata, "i 27 Paesi dell'Ue sono pronti a valutarla, decidendo all'unanimità. L'Ue deciderà dando priorità alla necessità di garantire il funzionamento delle istituzioni dell'Ue prendendo in considerazioni le ragioni e la durata di una possibile estensione". Così il portavoce della Commissione europea.

"Da parte dell'Ue è stato fatto tutto il possibile per aiutare la premier britannica ad ottenere l'accordo. Date le rassicurazioni date a dicembre, gennaio e ieri, non c'è altro che possiamo fare. Se c'è una soluzione all'attuale impasse può solo essere trovata a Londra". Così un portavoce della Commissione Ue, aggiungendo: "Ci rammarichiamo per il risultato del voto" a Westminster e "siamo delusi perché il governo britannico non è stato in grado di garantire una maggioranza a sostegno dell'Accordo di divorzio".

Di Maio: 'Sinora avuto garanzie sugli italiani'.  "Questo è un fallimento totale della leadership". Commenta così su Twitter l'europarlamentare euroscettico britannico Nigel Farage.

"L'accordo del governo è morto, è tempo di convocare elezioni politiche" anticipate. Così il leader dell'opposizione laburista britannica, Jeremy Corbyn, replicando a Theresa May dopo la seconda bocciatura della premier Tory sull'accordo sulla Brexit. Corbyn ha accusato May di aver fatto passare il tempo deliberatamente e l'ha sfidata a scegliere a questo punto la strada delle urne. Ha tuttavia anche confermato l'intenzione di ripresentare alla Camera dei Comuni il suo piano B per una Brexit alternativa più soft.

"Non c'è rischio per i nostri risparmi: sinora abbiamo avuto sempre garanzie sugli italiani. Poi se ci sono realtà che vogliono spostarsi da noi tutto può essere una opportunità". Lo ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in collegamento con gli studi di "DiMartedì", su La7.



[FONTE ANSA]
 

Etiopia: l'archeologo Sebastiano Tusa e i volontari di Bergamo, chi sono le vittime italiane

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Otto connazionali tra i 157 morti del Boeing precipitato vicino ad Addis Abeba: tra loro l'archeologo Sebastiano Tusa e tre volontari di Bergamo

Otto italiani si trovavano sul Boeing 737 dell'Ethiopian Airlines precipitato in Etiopia. Nella lista passeggeri figura anche l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione. Tusa era diretto in Kenya, per un progetto dell'Unesco, dove era già stato nel Natale scorso insieme con la moglie, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Museo d'Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo. 

Tra le vittime anche tre componenti della ong bergamasca Africa Tremila: il presidente Carlo Spini - 75 anni, originario di Sansepolcro (Arezzo) e residente a Pistoia -, sua moglie, infermiera,Gabriella Vigiani e il tesoriere della onlus Matteo Ravasio. Morto anche Paolo Dieci, residente a Roma, presidente della ong Cisp e rete LinK 2007, un'associazione di coordinamento consortile che raggruppa importanti Organizzazioni Non Governative italiane, in particolare 14 ong: Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Gvc, Icu, Intersos, Lvia, Medici con l'Africa Cuamm, Ccm, Elis, World Friendss, Ciai e Amref. Ci sono anche i nomi di Virginia Chimenti, funzionaria del World Food Programme dell'Onu, Rosemary Mumbi e Maria Pilar Buzzettinella lista degli 8 italiani che erano a bordo: lo si apprende da fonti diplomatiche.

"Il mio profondo dolore per la tragedia dell'aereo dell'Ethiopian Airlines - scrive il vicepremier Luigi Di Maio -, in cui hanno perso la vita anche 8 nostri connazionali. Esprimo la mia vicinanza alle loro famiglie e alla Regione Sicilia per la perdita dell'assessore Sebastiano Tusa". 

"Dolore e preghiera per tutte le vittime della tragedia aerea in Africa, siamo vicini ai famigliari e lo saremo anche in futuro", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Sono vicino alle famiglie delle vittime dell'incidente aereo in Etiopia, a pochi chilometri da Addis Abeba. Una terribile tragedia anche per il nostro Paese", scrive il presidente della Camera Roberto Fico.

"Il disastro aereo in Etiopia nel quale hanno perso la vita 157 persone tra cui 8 italiani è una tragedia che ci colpisce tutti. Esprimo il mio più vivo cordoglio - ha detto il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati -, anche a nome del Senato, ai familiari delle vittime, molte delle quali in Africa per ragioni umanitarie. Partecipo al dolore della Regione Sicilia per la perdita dell'assessore Sebastiano Tusa".

Esprimo il più sincero cordoglio e profonda vicinanza ai familiari delle vittime - ha scritto su Facebook il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli - del terribile incidente aereo. Mi unisco al dolore di amici, parenti e congiunti dei nostri otto connazionali deceduti nell'impatto. Rivolgo a loro le mie più sentite condoglianze".

"Ho appena ricevuto la conferma ufficiale dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri: l'assessore Sebastiano Tusa era sull'aereo precipitato in Etiopia. Sono distrutto. E' una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito": è stato il messaggio di cordoglio del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per l'improvvisa scomparsa di Sebastiano Tusa.

Anche Vittorio Sgarbi ricorda l'archeologo Sebastiano Tusa: "Resta il suo pensiero - ricorda Sgarbi - l'intelligenza, la disponibilità ad ascoltare, la gentilezza, e tanti studi, tante ricerche sospese, tanti sospiri di conoscenza". Sgarbi sottolinea che "in pochi casi l'archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo". "Potevano risorgere sculture - prosegue il critico -, rinascere kouroi, uscire Venere dall'acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine".

[FONTE ANSA]

Etiopia, si schianta un aereo dell'Ethiopian Airlines: 8 italiani tra i 157 morti

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Il Boeing 737 era appena decollato da Addis Abeba e diretto a Nairobi

Nessun superstite, 157 morti tra cui otto italiani: è il terribile bilancio del tragico incidente aereo avvenuto in Etiopia.Un Boeing 737 dell'Ethiopian Airlines è precipitato dopo il decollo da Addis Abeba mentre era diretto a Nairobi. Tra le 157 vittime a bordo, 149 erano passeggeri e 8 i membri dell'equipaggio.

GLI ITALIANI SULL'AEREO - Nella lista passeggeri figura l'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale. Inoltre si trovavano sul Boeing trecomponenti della ong bergamasca Africa Tremila: il presidente Carlo Spini - 75 anni, originario di Sansepolcro (Arezzo) e residente a Pistoia - sua moglie, infermiera, Gabriella Vigiani e il tesoriere della onlus Matteo Ravasio. Tra le vittime nel disastro aereo c'e' anchePaolo Dieci, residente a Roma, presidente della ong Cisp e rete LinK 2007, un' associazione di coordinamento consortile che raggruppa importanti Organizzazioni Non Governative italiane. Ci sono anche i nomi di Virginia Chimenti, funzionaria del World Food Programme dell'Onu, Rosemary Mumbi e Maria Pilar Buzzetti nella lista degli 8 italiani che erano a bordo del volo. Ecco chi sono le vittime italiane.

"Oggi è un giorno di dolore. Nell'aereo della Ethiopian Airlines precipitato dopo il decollo da Addis Abeba vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri", scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

LE NAZIONALITA' DELLE VITTIME - Ecco la lista dei 35 Paesi di origine dei passeggeri vittime fornita dal bollettino numero 3 dell'Ethiopian Airlines rilanciato con un tweet: 32 Kenya, 18 Canada, 9 Etiopia, 8 Cina, 8 Italia, 8 Usa, 7 Francia, 7 Gran Bretagna, 6 Egitto, 5 Germania, 4 India, 4 Slovacchia, 3 Austria, 3 Russia, 3 Svezia, 2 Spagna, 2 Israele, 2 Marocco, 2 Polonia, 1 Belgio, 1 Gibuti, 1 Indonesia, 1 Irlanda, 1 Mozambico, 1 Norvegia, 1 Ruanda, 1 Arabia Saudita, 1 Sudan, 1 Somalia, 1 Serbia, 1 Togo, 1 Uganda, 1 Yemen, 1 Nepal, 1 Nigeria, 1 passaporto Onu.

IL LUOGO DEL DISASTRO - Lo schianto è avvenuto vicino alla località di Bishoftud, ad una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope, alle 8.44 locali, 6 minuti dopo il decollo da Addis Abeba. 

PROBLEMI SUBITO DOPO IL DECOLLO - Il pilota aveva avuto l'autorizzazione a rientrare dopo avere segnalato dei problemi dopo il decollo, ha reso noto il ceo della Ethiopian Airlines Tewolde Gebremariam. L'aereo, un Boeing 737-8 MAX, era un velivolo nuovo, consegnato alla compagnia aerea a metà novembre. "I controlli e la manutenzione di routine non hanno mai rivelato alcun problema - ha sottolineato -. Era un aereo nuovo di zecca". Il Boeing 737 precipitato in Etiopia è del tipo "800MAX", lo stesso dell'aereo dell'indonesianaLion Air che cadde il 29 ottobre scorso nel Mare di Java pochi minuti dopo il decollo causando la morte delle 189 persone a bordo.

La Ethiopian Airlines ha pubblicato una foto che mostra l'ad della compagnia in piedi tra le macerie dell'aereo che si è schiantato dopo il decollo da Addis Abeba. Il post, pubblicato sui social media della compagnia aerea, spiega che che "Tewolde Gebremariam è ora sulla scena dell'incidente e si rammarica di confermare che non ci sono sopravvissuti. Esprime la sua profonda vicinanza e le condoglianze alle famiglie dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio che hanno perso la vita in questo tragico incidente".

L'ufficio del primo ministro dell'Etiopia Abiy Ahmed ha espresso "a nome del governo e del popolo etiope le più sentite condoglianze alle famiglie". 

Al momento la causa dell'incidente non è ancora chiara. L'Ethiopian Airlines gode di una buona reputazione in termini di sicurezza, una delle migliori in Africa, sebbene nel 2010 - come ricorda la Bbc - un suo aereo precipitò nel Mar Mediterraneo dopo il decollo da Beirut, in Libano. Nell'incidente morirono 90 persone.

[FONTE ANSA]

 

Brexit, May: 'Se salta mio deal potremmo non uscire mai'


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'Nessuno sa cosa potrebbe succedere se salta il mio piano'

"Nessuno sa cosa potrà succedere" se la Camera dei Comuni boccerà di nuovo martedì l'accordo sulla Brexit proposto da Theresa May. Lo ha detto la stessa premier Tory in un discorso in una fabbrica di Grimsby, lanciando al riguardo un avvertimento ai deputati brexiteer del suo partito.

La scelta di martedì "è cruciale", ha ammonito: rigettare il deal "significa che nessuno sa cosa potrà succedere: potremmo non uscire dall'Ue per molti mesi, potremmo uscire senza le protezioni che il deal prevede e potremmo non uscire del tutto".

Nel discorso, Theresa May ha alternato gli appelli ai deputati britannici a quelli nei confronti dei partner dell'Ue: sollecitando i primi a un (al momento improbabile) voto di ratifica favorevole e i secondi a fare concessioni sul controverso backstop irlandese; e paventando il rischio di un salto nel buio in caso di bocciatura sia per i sostenitori della Brexit, sia per coloro che temono le conseguenze di un taglio netto da Bruxelles. "Tutti - ha detto tra l'altro - vogliono adesso che un accordo sia chiuso e che si possa andare oltre le polemiche e le asprezze del dibattito per uscire dall'Ue come un Paese unito e pronto a fare del suo futuro un successo". Quindi ha ribadito che i contatti con Bruxelles proseguiranno anche nel weekend, non senza tornare a invocare ulteriori rassicurazioni sul backstop ed evidenziare come l'atteggiamento dei 27 nei prossimi giorni sia destinato ad avere "un grande impatto sull'esito del voto" di ratifica ai Comuni di martedì 12 marzo.